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Banche: un oceano di utili nel mare procelloso del risiko

I cinque top istituti di credito italiani accusano 15 miliardi di utili in più nel primo semestre di quest'anno mentre i manager si danno battaglia

di Cristiana Flaminio -


Un oceano di utili per le banche italiane. Piove sul bagnato, anche nel primo semestre di quest’anno. L’analisi arriva dalla Fondazione Fiba di First Cisl e si riferisce ai “soli” utili netti denunciati nei bilanci dei maggiori istituti di credito italiani e cioè Intesa San Paolo, Unicredit, Banco Bpm, Monte dei Paschi e Bper. La crescita è stata contabilizzata in quindici miliardi di euro in più rispetto allo stesso periodo del 2025, per un trend al rialzo che in termini percentuali si attesta al 3,7 per cento. Dati, questi, che son destinati ad aumentare ancora dal momento che la Bce ha deciso di alzare il costo del denaro. Prima a giugno e, con ogni probabilità, tornerà a farlo anche a settembre.

Un oceano di utili per le banche

Ma il (vero) jackpot utili per le banche non è da rintracciare negli interessi che, anzi, segnano pure il passo (-0,2%) bensì nel volo delle commissioni nette che son salite del 6,3% e del boom delle attività assicurative che hanno segnato da sole un aumento del 24,2%. Contestualmente, fanno sapere dalla First Cisl, le banche continuano a desertificare: sempre meno filiali, meno dipendenti e più digitalizzazione. Fatto che fa calare i costi fissi del lavoro che, rispetto al mese di dicembre del 2022 (quindi a soli tre anni e mezzo fa), rispetto ai ricavi son calati addirittura di nove punti.

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Messina, Orcel e gli altri: manager in competizione

Un oceano di utili, che le banche accusano netti. Il credito, in Italia, è una delle poche attività davvero redditizie e che non solo non conosce crisi. Ma che, anzi, ha (evidentissime) risorse da investire. E lo fa in quella guerra serratissima del risiko. La presentazione delle semestrali, che solitamente serve a convincere i mercati della propria solidità e profittabilità, è diventata una prova di forza per i top manager delle banche italiane. Andrea “Germanico” Orcel può sfregarsi le mani dal momento che Commerzbank, nel tentativo (vano) di resistergli è riuscita a diventare così performante da accusare utili per 1,8 miliardi. E poi, buon ultimo venerdì scorso, Luigi Lovaglio che resiste a Rocca Salimbeni e non vuol cedere all’assalto scagliatogli contro dall’esercito Intesa San Paolo agli ordini di Carlo “Magno” Messina.

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Obiettivo Generali

Lovaglio, anzi, ha alzato pure la guidance dicendo sostanzialmente ai mercati che Siena va da sola e che Mediobanca rimane lì dove sta. Piazzetta Cuccia, dopo la fragorosa sconfitta di Nagel, è il piatto forte dello scontro tra banche. Ma il tesoro è a Mogliano Veneto. Si chiama Generali. La Banca del Leone, intanto, ha accusato utili record per quasi 280 milioni nel semestre con un aumento percentuale che sfiora il 40 per cento. La trincea è quella. L’estate è arrivata, tutto slitta naturalmente a settembre. Almeno ufficialmente. Lo scontro continua.


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