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Politica

Vannacci agita il centrodestra: i sondaggi riaprono il rebus coalizione

di Eleonora Manzo -


Vannacci non è più chiacchiericcio da salotto politico, è diventato un rumore di sottofondo che agita come una goccia cinese il centrodestra. I numeri parlano chiaro e Futuro Nazionale è in chiara e costante crescita nei sondaggi. Un dato che agita la coalizione perché il generale si consolida, non più soltanto a casa sua, ma dentro un perimetro nazionale. E in uno scenario segnato dal ritorno del dibattito sulla legge elettorale, il nome di Vannacci smette di essere solo un problema per i suoi avversari e diventa un rebus soprattutto per i suoi alleati potenziali. Certo è presto per dire se si tratti di una fiammata o dell’inizio di un insediamento più strutturale, ma i numeri sono sicuramente una spina nel fianco per molti. Se Futuro Nazionale corre da solo, sottrae voti a un’area contigua. Se invece entra in una logica di coalizione, può trasformarsi in quella quota aggiuntiva capace di spostare l’asse complessivo del centrodestra.

Il bacino elettorale di Vannacci

E, secondo le prime simulazioni circolate in ambienti parlamentari e mediatici, persino di rendere più agevole il raggiungimento del premio di maggioranza nella nuova architettura elettorale che si discute da settimane. Ora per Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia la situazione diventa delicata perché Vannacci intercetta il consenso dal medesimo bacino identitario. Il punto, però, è che nessuno può negare che una convivenza sarebbe al quanto difficile. Immaginare un asse stabile tra FN, Lega e FI è oggi esercizio più teorico che pratico: i mondi di riferimento, i gruppi dirigenti e perfino gli interessi elettorali immediati non coincidono. La Lega vedrebbe insidiata la sua storica rendita di posizione sul voto di protesta a destra; Forza Italia faticherebbe a metabolizzare toni e linguaggi troppo ruvidi; FdI, dal canto suo, dovrebbe decidere se assorbire, arginare o accompagnare il fenomeno senza incrinare la centralità di Giorgia Meloni. Proprio per questo alcuni segnali parlamentari vengono letti con attenzione.

Le strategie di Fratelli d’Italia

Il sostegno di FdI all’emendamento di Futuro Nazionale sulle preferenze alla Camera ha acceso più di una riflessione. Si tratta di un messaggio agli alleati? Di una finestra lasciata socchiusa verso Vannacci? Oppure, più semplicemente, della conferma di una linea coerente di Fratelli d’Italia a favore delle preferenze, indipendentemente da chi presenti il testo? Le interpretazioni restano aperte, ma il fatto politico esiste: FdI ha scelto di non sfilarsi e di marcare una sintonia almeno tattica su un tema sensibile. Naturalmente, parlare oggi di un centrodestra che ha bisogno di Vannacci sarebbe eccessivo. La coalizione guidata da Meloni resta il perno del campo conservatore e continua a detenere la forza politica, istituzionale e organizzativa largamente maggiore. Ma sarebbe altrettanto superficiale pensare che Futuro Nazionale possa essere ricondotto a un fenomeno momentaneo.

I sondaggi su Futuro Nazionale e la scommessa per il centrodestra

La vera scommessa per il centrodestra, ora, è quella di individuare se il fenomeno Vannacci possa essere circoscritto in un recinto dai chiari confini, o se finirà per rompere questi argini e giocarsi una partita parallela, capace di intercettare e acquisire margini che avrebbe dovuto conquistarsi la colazione di governo. In questo senso la premier Meloni sembra muoversi con il pragmatismo di chi sa che, in politica, i numeri contano più delle simpatie. Nessuna investitura, nessuna rottura, ma attenzione a non lasciare scoperto uno spazio che altri stanno occupando. E’ il motivo per il quale ogni sondaggio su Vannacci viene osservato con inquietudine nelle segreterie, ma anche con un realismo che sconsiglia scomuniche affrettate. Se la nuova legge elettorale dovesse davvero premiare le coalizioni larghe, il tema non sarebbe più se Vannacci disturbi il centrodestra, ma a quali condizioni possa diventare utile senza cambiarne gli equilibri fondamentali.


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