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Vaticano, addio ai tagli dell’era Covid: i cardinali tornano allo stipendio pieno

Papa Leone XIV abroga il Motu Proprio del 2021 sul contenimento delle retribuzioni

di Priscilla Rucco -


Il rigore della stagione pandemica lascia il posto a una nuova fase nella gestione delle finanze vaticane. Con una Lettera apostolica in forma di Motu proprio, resa nota questa mattina, Papa Leone XIV ha abrogato il provvedimento con cui Francesco, nel marzo del 2021, aveva ridotto le retribuzioni dei cardinali e di parte del personale della Santa Sede, sospendendo al tempo stesso gli scatti di anzianità. La notizia è arrivata in una giornata particolare per il Pontefice, il giorno del suo compleanno.

Nato a Chicago il 14 settembre 1955, Robert Francis Prevost festeggia il secondo compleanno quando, l’8 maggio 2025, è stato eletto successore di Pietro, primo Papa statunitense e primo agostiniano nella storia della Chiesa.

Il documento porta la data del 1° settembre 2026 ed è da quel giorno che decorre l’abrogazione del testo del 2021, intitolato “Un futuro sostenibile”. Nel testo il Papa riconosce che le misure adottate dal predecessore furono necessarie anche per affrontare l’eccezionale prova della pandemia, ma ritiene che oggi possano essere superate.

Le istituzioni della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano, assicura, continueranno a perseguire la sostenibilità economica con strumenti diversi. La decisione, si legge ancora, è assunta dopo aver esaminato con cura ogni aspetto e acquisito il parere della Segreteria per l’Economia, il Dicastero che vigila sui bilanci di tutti gli enti che fanno capo alla Santa Sede.

Cosa cambiava con il provvedimento del 2021?

Nella primavera del 2021 la Santa Sede si trovava a fare i conti con un disavanzo aggravato dal blocco dei flussi turistici e dalla chiusura dei Musei Vaticani, che rappresentano una delle principali fonti di entrata.

Francesco scelse allora di intervenire sui vertici, evitando di colpire gli stipendi più bassi e scongiurando licenziamenti tra il personale laico. Ai cardinali in servizio nella Curia romana fu applicata una decurtazione del 10 per cento rispetto all’ultima retribuzione percepita.

Per i capi e i segretari dei Dicasteri, inquadrati nei livelli C e C1, il taglio fu dell’8 per cento, mentre per i chierici e i religiosi dipendenti della Santa Sede, del Governatorato e degli enti collegati la riduzione si fermò al 3 per cento. A queste misure si aggiunse il congelamento degli scatti biennali, che per i laici riguardò soltanto i dipendenti dal quarto livello in su.

Tagli al Vaticano: un percorso avviato nel 2025

L’abrogazione firmata da Leone XIV non nasce dal nulla. Un primo allentamento era già arrivato il 16 giugno 2025, quando un Rescriptum ex Audientia aveva cancellato l’articolo 3 del Motu proprio di Francesco. Con il nuovo documento il Pontefice porta a compimento quel percorso, eliminando l’intero impianto normativo.

Vi è però una precisazione che merita attenzione: la revoca non ha effetto retroattivo. Gli effetti prodotti nel periodo di vigenza restano definitivamente acquisiti, compresa la mancata maturazione degli scatti di anzianità. In altre parole, nessuno riceverà arretrati per gli anni trascorsi e i cardinali torneranno a percepire la retribuzione piena soltanto da settembre. Per i porporati di Curia, il cui compenso mensile si aggira intorno ai 5mila euro pur con differenze legate ai singoli incarichi, si tratta di un ritorno alla normalità dopo oltre cinque anni.

Gli auguri della Chiesa italiana

Nel giorno del compleanno del Papa – il 14 settembre -, la Conferenza episcopale italiana ha fatto pervenire a Leone XIV gli auguri delle Chiese che sono in Italia, accompagnati dalla preghiera di ringraziamento per il suo ministero. La Cei ha richiamato anche le parole pronunciate dal Pontefice all’Angelus di domenica scorsa sul legame tra perdono e pace, sottolineando come il suo esempio indichi che il ministero è, prima di tutto, servizio.

Un messaggio che ben si accorda con lo spirito di un provvedimento che, pur restituendo ai cardinali quanto tolto, ribadisce che l’obiettivo del risanamento dei conti vaticani resta fermo. Cambiano gli strumenti, non la direzione: la sostenibilità economica e l’equilibrio di bilancio restano un impegno esplicito, che il Pontefice ha voluto mettere nero su bianco nello stesso documento con cui chiude la stagione dei tagli.

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