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Attualità

Via libera alla Manovra 2026: le reazioni delle categorie produttive

di Marco Montini -


La legge di bilancio 2026 è finalmente realtà, con il via libera della Camera alla Manovra con 216 sì, 126 no e 3 astenuti. Una manovra, quella voluta dall’esecutivo e dalla maggioranza di centrodestra, che la premier Meloni non ha faticato a definire “seria e responsabile, costruita in un contesto complesso, che concentra le limitate risorse a disposizione su alcune priorità fondamentali: famiglie, lavoro, imprese e sanità”.

Le reazioni

Ma cosa ne pensano le categorie sociali e le associazioni di rappresentanza? Secondo Roberto Capobianco, presidente nazionale di Conflavoro, la manovra, “pur in un quadro di risorse contenute, rappresenta una base positiva per sostenere lavoro e sistema produttivo e per avviare politiche più strutturali a favore della competitività delle imprese”. In particolare, “va nella direzione giusta la detassazione degli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali del settore privato. Una misura che accoglie una proposta di Conflavoro del 2023, in grado di rafforzare il potere d’acquisto dei lavoratori e incentivare una contrattazione più responsabile, capace di sostenere produttività e tenuta delle imprese”.

Anche il Forum delle Associazioni Familiari accoglie con soddisfazione l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2026, “che rappresenta un segnale concreto di attenzione verso le famiglie, che tuttavia si trovano con un portafoglio dal potere d’acquisto sempre più esiguo. Nel complesso rileviamo elementi positivi e, allo stesso tempo, riteniamo fondamentale che a queste misure seguano maggiori investimenti e politiche strutturali, stabili e di lungo periodo, in grado di incidere in modo più significativo e duraturo sulla qualità della vita delle famiglie italiane.

Un’occasione persa riguarda, invece, la nostra proposta di legare il taglio Irpef in base ai figli a carico, perché sarebbe stato un paradigma dirompente in ottica di rilancio della natalità”, ha detto il presidente del Forum, Adriano Bordignon.

Altro commento è giunto da Confindustria Assoimmobiliare, che ha accolto con favore l’approvazione della manovra, “che verosimilmente consentirà al Paese di uscire dalla procedura di infrazione, rendendolo ancora piu’ attrattivo per la raccolta di capitali di investimento, e che conferma l’attenzione del Governo nei confronti dell’industria immobiliare, avendo tra l’altro escluso le Sgr e le Sicav immobiliari dall’aumento dell’Irap”, afferma il presidente Davide Albertini Petroni. Che poi aggiunge: “Dalla riprogrammazione dei fondi di Coesione, inoltre, arrivano ulteriori risorse per la casa che, insieme al Piano Casa Europeo approvato lo scorso 16 dicembre, costituiscono un’ulteriore conferma della nuova centralita’ riconosciuta alle politiche abitative, vero motore di sviluppo per il nostro Paese e per tutta l’area euro”.

Sulla manovra del governo ha detto la sua anche Confcommercio: “Bene la gestione dei conti pubblici e l’aver proseguito nella riduzione strutturale della pressione fiscale sui lavoratori e sulle famiglie come richiesto, peraltro, con insistenza da Confcommercio (taglio della seconda aliquota dell’Irpef e detassazione degli aumenti contrattuali derivanti dai rinnovi firmati tra il 2024 e il 2026) per sostenere la domanda interna che, nonostante alcuni segnali di risveglio, rimane ancora debole. E bene anche alcune misure a favore delle imprese”. Confcommercio rileva anche qualche ombra: Delude, invece, la decisione di prorogare l’aumento del 40% dell’imposta di soggiorno a tutto il 2026 e il non aver proseguito nel completo superamento dell’Irap”.

La critica

Critica infine la Confeuro, la Confederazione Agricoltori Europei: “La Legge di Bilancio 2026 appare complessivamente poco coraggiosa e insufficiente nel rispondere alle reali esigenze del settore agricolo italiano”, commenta il presidente nazionale Andrea Tiso, che evidenzia come il provvedimento presenti “qualche luce, ma soprattutto molte ombre. Continuano a mancare – spiega Tiso – investimenti seri, strutturali e lungimiranti a favore del comparto primario, in particolare per quanto riguarda le infrastrutture materiali e immateriali”. 


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