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Esteri

Botta e risposta tra Ue e Russia sui test nucleari

Il premier ungherese Orban oggi da Trump alla Casa Bianca

di Ernesto Ferrante -


L’Unione Europea ha invitato la Russia a cessare le minacce nucleari, esortando tutte le parti ad evitare azioni che potrebbero scatenare una nuova corsa agli armamenti. Mercoledì il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato ai funzionari di elaborare piani per un possibile test nucleare, il primo di Mosca dal 1991, in risposta all’annuncio di Donald Trump sulla ripresa delle “esplosioni” da parte degli Usa.

La Russia risponde all’Occidente

L’interpretazione occidentale della dichiarazione di Putin, nonostante tutti i chiarimenti forniti, è “coerente con l’isteria militarista anti-russa”, ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. “Questa è la continuazione della reazione piuttosto emotiva, eccessivamente emotiva, dei media occidentali; molti non esitano a distorcere semplicemente il significato di ciò che è stato detto, e tutto ciò è coerente con questa isteria militarista anti-russa che sta attualmente imperversando nei paesi dell’Europa occidentale”, ha aggiunto Peskov. Il portavoce ha sollecitato la Nato ad ascoltare le parole del leader russo per comprendere la reale posizione russa.

La stretta dell’Ue alle forniture russe

Si è tenuto ieri a Bruxelles il primo incontro negoziale conoscitivo tra Parlamento Ue e Paesi Ue sulla tabella di marcia REPowerEu, presentata a giugno scorso dalla Commissione Ue per porre fine alle importazioni di gas, gnl e petrolio russo. “Tutti hanno sottolineato l’obiettivo comune di raggiungere un accordo politico prima di Natale”, ha riferito una fonte diplomatica. Al momento permangono delle divergenze. L’Eurocamera spinge per anticipare di un anno (da inizio 2028 a inizio 2027) la data per porre fine a tutti i contratti a lungo termine stipulati con la Federazione russa. Gli Stati membri, invece, ritengono che sia “necessario agire con cautela per evitare ripercussioni negative”. Il Parlamento europeo, la cui linea è ai limiti dell’oltranzismo, chiede inoltre di eliminare le esenzioni per i Paesi senza sbocco sul mare, Ungheria e Slovacchia.

Le restrizioni in materia di visti

Non solo carburanti. La Commissione europea vuole anche procedere a una stretta sui visti per i cittadini russi e pretende che l’Ungheria si adegui, mettendo fine anche al rilascio dei permessi di soggiorno, che consentono di risiedere legalmente e lavorare nel Paese per periodi più lunghi. Stando a quanto riportato da Politico, l’Unione europea intende “deprioritizzare” ulteriormente i visti Schengen per i russi. Da oltre 4 milioni nel 2019 si è passati a 500.000 nel 2023. L’emissione di visti è una prerogativa degli Stati membri e l’esecutivo Ue non può bandirla.

Le forze ucraine stanno provando a difendere ostinatamente la sacca attorno a Pokrovsk e Myrnohrad dagli incessanti attacchi russi. “Con un numero sempre maggiore di forze russe che affluiscono in città, dopo che le linee ucraine nella periferia meridionale si sono rapidamente disintegrate, invertire la situazione con operazioni di bonifica su larga scala sembra un compito sempre più impossibile”, ha rivelato al Kyiv Indipendent un pilota di droni ucraino impegnato nei combattimenti. Per il blog Deep State “la mancanza di una linea di difesa ucraina stabile rende le squadre di droni ucraine sempre più vulnerabili ad attacchi e a essere coinvolte in scontri a fuoco”. Questo impedisce di fermare l’avanzata russa.

La corsa della Nato con la Russia potrebbe non aiutare l’Ucraina

La gara della Nato con la Russia potrebbe non portare vantaggi all’Ucraina. Il fattore tempo non è favorevole a Kiev. “Stiamo invertendo la tendenza per quanto riguarda le munizioni. Fino a poco tempo fa, la Russia produceva più munizioni di tutti gli alleati della Nato messi insieme. Ma ora non più. In tutta l’Alleanza stiamo aprendo decine di nuove linee di produzione e ampliando quelle esistenti: stiamo producendo più di quanto abbiamo fatto negli ultimi decenni”, ha detto il segretario generale dell’Alleanza atlantica Mark Rutte al forum per l’industria della difesa a Bucarest. Per Rutte la quantità è fondamentale anche negli altri settori, come la difesa aerea.

Orban da Trump

Il primo ministro ungherese Viktor Orban è atteso oggi da Donald Trump alla Casa Bianca. “Il nostro obiettivo è stabilire un partenariato strategico che includa cooperazione energetica, investimenti, collaborazione in materia di difesa e discussioni sul panorama postbellico a seguito del conflitto tra Russia e Ucraina. Stiamo lavorando a un accordo basato su vantaggi reciproci, che serva gli interessi di ogni cittadino ungherese”, ha scritto Orban, il quale ha evidenziato che dalla rielezione del tycoon sono emerse nuove opportunità nella relazioni tra Ungheria e Stati Uniti.


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