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Esteri

Operazione Usa “Occhio di falco” in Siria: colpiti oltre 70 obiettivi

Almeno cinque miliziani dello Stato islamico, tra cui il capo di una cellula operativa, sono stati uccisi nei raid aerei

di Ernesto Ferrante -


Le forze armate statunitensi hanno lanciato l’operazione “Occhio di falco” in Siria, colpendo oltre 70 obiettivi dello Stato islamico. Il presidente Donald Trump ha parlato di una “ritorsione molto seria” per l’attacco avvenuto una settimana prima a Palmira, nel quale erano stati uccisi tre cittadini americani. Gli Stati Uniti hanno informato Israele in anticipo dei raid, stando a quanto ha riferito un funzionario dell’amministrazione Trump ad Axios.

Il Centcom ha precisato i dettagli degli attacchi in Siria

Il Comando centrale Usa (Centcom) ha reso noto che l’azione ha interessato più località della Siria centrale, con l’impiego di caccia, elicotteri d’attacco e artiglieria. Oltre 100 le munizioni di precisione utilizzate contro infrastrutture e depositi di armi del gruppo jihadista. In un post su Truth Social, il tycoon ha affermato che gli Stati Uniti stanno “infliggendo una ritorsione molto seria, come promesso, ai terroristi assassini responsabili”, avvertendo che chi attacca gli americani “sarà colpito più duramente che mai”.

La posizione delle autorità siriane

Damasco, senza commentare direttamente l’accaduto, ha ribadito tramite il ministero degli Esteri l’impegno a combattere lo Stato islamico e a impedire che abbia “rifugi sicuri” sul territorio siriano. Le vittime dell’attacco di Palmira erano due sergenti della Guardia nazionale dell’Iowa, William Howard ed Edgar Torres Tovar, e un interprete civile del Michigan, Ayad Mansoor Sakat. Si tratta del primo episodio di questo tipo dopo la caduta di Bashar al-Assad. L’Isis è ancora attivo soprattutto nelle aree desertiche del Paese.

La cellula colpita

Almeno cinque miliziani dello Stato islamico, tra cui il capo di una cellula operativa, sono stati uccisi nei raid aerei statunitensi condotti nella notte nella provincia orientale siriana di Deir Ezzor. Lo ha riferito l’Osservatorio siriano per i diritti umani. Il direttore dell’Osservatorio, Rami Abdel Rahman, ha precisato all’Afp che la cellula neutralizzata era responsabile dell’impiego di droni nell’area.


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