L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Economia

Protesta Mercosur a Strasburgo: a rischio 40mila posti e 22 miliardi di Made in Italy

Il nodo centrale della policy Ue su mercati globali integrati e tutela produzioni e qualità

di Angelo Vitale -


La Cia protesta a Strasburgo contro Mercosur: a rischio 40mila posti e 22 miliardi di zootecnia Made in Italy. Centinaia di agricoltori italiani a Strasburgo davanti al Parlamento europeo con lo slogan “Accetteremo il Mercosur solo alle nostre condizioni”. La protesta, guidata da Cia‑Agricoltori Italiani, ribadisce che senza reciprocità piena, controlli rigorosi e clausole di salvaguardia efficaci, l’intesa di libero scambio tra l’Unione europea e il Mercosur rischia di provocare gravi danni al Made in Italy.

Secondo Cia, circa 40mila posti di lavoro nel settore agroalimentare sono a rischio, con particolare attenzione alla zootecnia per 22 miliardi.

Questa mobilitazione . la protesta contro Mercosur a Strasburgo – segue un’altra recente manifestazione a Bruxelles e mette in luce la preoccupazione del settore produttivo. L’abbattimento delle barriere doganali potrebbe favorire una concorrenza sleale che deprimerebbe i prezzi e ridurrebbe i margini dei produttori italiani, con effetti negativi anche sulla fiducia dei consumatori verso prodotti di alta qualità.

Cia chiede che tutte le merci importate dai Paesi del Mercosur rispettino standard produttivi, sanitari e ambientali equivalenti a quelli europei, accompagnati da controlli serrati lungo tutta la filiera.

L’accordo Ue‑Mercosur: contenuti e scenari

Dopo oltre venticinque anni di negoziati, l’Unione europea e il Mercosur — che comprende Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay — hanno firmato ufficialmente l’accordo di libero scambio il 17 gennaio 2026. Il patto mira a creare una delle più grandi zone di libero scambio al mondo, eliminando progressivamente tariffe e barriere commerciali tra le due aree.

L’accordo prevede anche meccanismi di clausole di salvaguardia che consentono all’Ue di sospendere temporaneamente vantaggi tariffari se l’importazione di determinati prodotti danneggia i produttori locali. Inoltre, un fondo di oltre 6 miliardi di euro è destinato a sostenere gli agricoltori in caso di impatti negativi, insieme a regole che mantengono gli standard europei su salute, sicurezza alimentare e ambiente per i prodotti importati.

Punti critici e rischi per l’Italia

La Cia segnala che il rischio principale riguarda la disparità tra standard produttivi e sanitari. Un audit europeo ha evidenziato criticità nella conformità di alcune carni importate, con rilevazioni di sostanze non consentite come l’ormone estradiolo in carni bovine provenienti dal Brasile, anche se il Paese aveva sospeso volontariamente le esportazioni di questi lotti.

Secondo l’associazione, anche pochi casi isolati possono minare la fiducia dei consumatori e avere effetti reputazionali devastanti per le filiere italiane che rispettano norme molto più stringenti. La pressione sul prezzo e sui margini produttivi potrebbe essere significativa, soprattutto nel comparto zootecnico, dove il volume di carni importate dal Mercosur potrebbe crescere del 25% entro il 2040.

Un altro elemento centrale riguarda la rapidità e l’efficacia delle clausole di salvaguardia. La Cia ritiene che le misure previste dall’accordo non siano sufficientemente tempestive per far fronte a variazioni di mercato improvvise e chiede interventi più rapidi e trasparenti per proteggere i produttori locali.

Scenario attuale e prossime tappe

La firma dell’accordo rappresenta un passo formale importante, ma l’intesa deve ancora essere ratificata dal Parlamento europeo e dai parlamenti nazionali dei Paesi Mercosur per entrare pienamente in vigore. La protesta di Strasburgo mira a influenzare questa fase decisiva, sottolineando l’urgenza di condizioni chiare e vincolanti.

L’Unione europea sta inoltre lavorando a strumenti supplementari per rafforzare la resilienza dei produttori e garantire che l’apertura commerciale non comprometta la qualità, la sicurezza alimentare e la sostenibilità ambientale delle filiere europee.

Il nodo

La mobilitazione della Cia a Strasburgo mette in evidenza il nodo centrale della politica commerciale europea: come bilanciare l’integrazione dei mercati globali con la tutela delle produzioni locali e degli standard di qualità più elevati. Gli agricoltori italiani chiedono regole chiare, reciprocità e controlli efficaci per proteggere i posti di lavoro, le filiere e la fiducia dei consumatori, mentre l’accordo Mercosur procede verso la ratifica definitiva.


Torna alle notizie in home