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Attualità

Un altro trimestre da record per l’occupazione

Anche Eurostat premia l'Italia: nessuno in Ue cresce sul lavoro come noi

di Maria Graziosi -


Un altro trimestre da record per l’occupazione in Italia. L’Istat ha diffuso ieri i dati relativi al mondo del lavoro. E le prospettive sembrano rassicuranti. Già, perché il numero degli occupati in Italia nei primi tre mesi del 2026 ha raggiunto quota 24,2 milioni segnando un saldo di (ulteriori) 67mila assunzioni in più rispetto al trimestre precedente. Il boom è stato quello dei cosiddetti indipendenti, ossia i professionisti che lavorano a partita Iva. Ce ne sono stati ben 72mila in più (+1,4%) a fronte di un calo quasi impercettibile (-0,1% parti a 13mila unità) dei lavoratori a tempo indeterminato. Tracolla, ulteriormente, il numero dei disoccupati.

I numeri dell’occupazione (da record)

Ce ne sono stati altri 110mila in meno, in tre mesi il tasso è crollato del 7,6 per cento. Il contraltare, però, è rappresentato dall’aumento degli inattivi che salgono dello 0,44% (44mila nuove unità). Tradotto in termini percentuali, l’occupazione sale al 62,7% mentre la disoccupazione scende al 5,3%. In mezzo, però, resta solido – fin troppo – lo scoglio di chi non studia, non lavora né cerca impiego. Gli inattivi rappresentano il 33,7% della popolazione in età da lavoro italiana. Ai numeri Istat hanno fatto seguito quelli giunti da Eurostat. Pure su scala comunitaria sale il livello dell’occupazione. Che s’attesta al 76,3 per cento. In Europa, nessuno fa meglio dell’Italia a livello di crescita dell’occupazione: tra fine 2025 e inizio 2026, infatti, è salita dello 0,5%. Le altre dieci nazioni in positivo sono tutte dietro. Belgio, Cipro, Lituania, Slovacchia e Svezia, hanno tutte evidenziato una crescita di +0,4 punti percentuali.


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