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Economia

“Il vecchio ordine mondiale è finito”

Il premier canadese a Davos tumula il globalismo: "Non siamo in una fase di transizione ma di rottura"

di Cristiana Flaminio -


“Il vecchio ordine mondiale è finito”, il premier canadese Mark Carney suona a Davos la campana a morto per il globalismo. Almeno per quello che avevamo imparato a conoscere negli ultimi anni. Carney non è certo un sovranista e, anzi, si sta svelando uno dei più acerrimi nemici di Donald Trump. Disposto persino a passare sopra al passato (tumultuoso) dei rapporti tra Canada e Cina. Ecco, questo è un segnale. Il primo. L’ultimo l’ha pronunciato, anzi svelato, lui stesso.

“Il vecchio ordine mondiale è finito”

Ha voglia a sgolarsi, il povero Bessent. “Non siamo in fase di transizione ma di rottura”, ha tuonato Carney. Che, alla platea del World Economic Forum di Davos, ha spiegato: “Siamo giunti alla fine di una piacevole finzione per entrare in una dura realtà: l’ordine mondiale basato sulle regole non funziona più”. Lo avevamo capito. C’era bisogno, però, che qualcuno lo dicesse chiaro e tondo. Adesso cambia tutto. Almeno in teoria. E Carney lo sa.

Economia come arma

La nuova era sarà di guerre. Ma non per forza parleranno i cannoni. No, ci sono armi più potenti. E decisive. Come, appunto, l’economia. Carney, che è un banchiere, lo sa e non lo nasconde: “Siamo nel bel mezzo di una fase di rottura, non di una transizione: le grandi potenze hanno iniziato a usare la leva economica come un’arma: l’integrazione economica è divenuta la fonte della subordinazione”. E ancora: “Sappiamo bene che il vecchio ordine mondiale non tornerà più, ma non dobbiamo essere nostalgici: crediamo che da questa rottura sia possibile costruire un sistema più giusto, e questo è il compito delle medie potenze che devono agire insieme perché se non saranno sedute al tavolo, saranno sul menu”.


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