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Cultura & Spettacolo

Corrado Augias, 91 anni: l’eleganza dell’anacronismo

Il narratore che ti porta esattamente dove ha deciso, con la naturalezza di chi conosce già la destinazione

di Andrea Fiore -


Corrado Augias compie 91 anni e continua a occupare la scena pubblica con una naturalezza che oggi sembra quasi un anacronismo vivente. Non ha mai avuto bisogno di alzare la voce per farsi ascoltare: gli è bastato il tono, quella calma che non è mai stata debolezza ma metodo, e che lo ha reso uno degli ultimi intellettuali riconoscibili di un centrosinistra ormai più culturale che politico. La sua storia comincia a Roma, in una famiglia dove la cultura era un’abitudine quotidiana, e da lì prende forma la sua inclinazione più autentica: non tanto raccontare il mondo, quanto capirlo.

Studia legge, ma la legge gli sta stretta; preferisce le domande alle sentenze, i percorsi alle conclusioni. Diventa giornalista camminando più che correndo, osservando più che dichiarando, e racconta Parigi e New York come organismi vivi, con una scrittura precisamisuratamai rigida, elegante senza compiacersi, capace di far sentire il lettore dentro la scena senza forzarlo.

Il narratore che accompagna

In televisione trova la sua vera cifra: un modo di raccontare che non esiste più, fatto di fili narrativi che si srotolano con calma, di passaggi morbidi, di quella capacità rara di accompagnare senza guidare troppo. Porta lo spettatore esattamente dove serve, come un autista che conosce la città e ti lascia alla fermata giusta senza farlo pesare. Telefono gialloEnigmaLe storie: programmi che non cercavano lo scontro ma la comprensione, che non volevano convincere ma chiarire, che trattavano il pubblico come interlocutore, non come bersaglio.

È questo che lo rende, oggi, un baluardo quasi solitario: un intellettuale che non brandisce la cultura come un’arma, ma la offre come un servizio pubblico, con la naturalezza di chi considera la conoscenza una forma di civiltà. Anche la sua breve parentesi parlamentare negli anni Novanta sembra un gesto coerente con questa attitudine: entrare nella politica non per farla, ma per capirla meglio, e poi tornare al suo mestiere con uno sguardo più profondo.

Alla fermata desiderata

Il passaggio recente a La7, dopo una vita in Rai, non è stato un colpo di scena ma un atto di continuità: la scelta di un luogo dove poter mantenere il proprio tonola propria misurala propria libertà. A 91 anni Augias continua a scrivere, a rispondere ai lettori, a interrogare il presente con la serenità di chi ha visto molte stagioni passare e tornare. Non offre soluzioni, offre orientamento. Non chiude i discorsi, li apre. In un Paese che ama gli estremi, resta una presenza che tiene insieme, che accompagna, che porta il discorso a spasso fino alla fermata desiderata, senza mai perdere la bussola, né la pazienza, né la fiducia nella possibilità di capire.


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