I batteri “restauratori” dell’Enea in due sculture moderne
Appartengono ala collezione microbica che serve a restaurare e conservare i beni culturali
L'opera Gea
I batteri “restauratori” viventi dell’Enea diventano parte di opere d’arte: l’artista Alessia Forconi ha utilizzato microrganismi non patogeni per creare due sculture in marmo, Gea e Linfa.
I ceppi batterici provengono dalla collezione microbica Enea già impiegata per il restauro e la conservazione di beni culturali. In Gea i batteri crescono confinati in una sfera che genera colori e texture mutevoli. In Linfa sono usati per creare patine cromatiche sul marmo.
Tecnologia e arte: i microrganismi come materiali vivi
Il progetto nasce dall’incontro tra scienza e arte contemporanea. Enea ha messo a disposizione i suoi ceppi ambientali non patogeni e non geneticamente modificati isolati da siti archeologici di rilievo. Per esempio, la Tomba della Mercareccia a Tarquinia e la Cappella del Palazzo dei Papi di Avignone in Francia. Ma pure da aree contaminate come Bagnoli e Ingurtosu in provincia di Cagliari.
Questi microrganismi fanno parte di una collezione microbica storica che gli scienziati utilizzano per applicazioni di biorisanamento e biopulitura nel restauro dei beni culturali.
Alcuni ceppi sono stati già impiegati con successo nel restauro. Per i monumenti funebri di Michelangelo nella Sagrestia Nuova delle Cappelle Medicee a Firenze e nella biopulitura della Madonna del Parto di Jacopo Sansovino a Roma.
Gea: arte vivente che cresce nel tempo
Gea raffigura la Terra e include un elemento unico: i microrganismi non sono a diretto contatto con il marmo, ma crescono all’interno di una sfera posta sulla testa della statua.
In quell’ambiente di coltura i batteri si trasformano, dando origine a colori, forme e texture che mutano nel tempo, creando una scultura in continuo cambiamento. L’opera senza batteri è attualmente esposta alla Reggia di Portici fino al 12 aprile, i microbi verranno reintegrati nei prossimi allestimenti.
Linfa: sperimentazione e patine cromatiche su marmo
Nell’opera Linfa, Forconi ha voluto sfruttare la capacità dei microrganismi di formare patine cromatiche direttamente sul marmo.
Questa esperienza è più sperimentale rispetto a Gea perché l’opera è stata esposta all’aperto nel giardino del Palazzo Mezzacapo di Maiori, in un ambiente già colonizzato da altri microorganismi naturali.
Il marmo trattato con terreno di coltura ha interagito con la natura circostante, creando effetti visivi unici e imprevedibili.
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