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Esteri

Iran: Trump ora è un pericolo per l’ordine globale

Il presidente Usa in preda a deliri di onnipotenza

di Ernesto Ferrante -


Donald Trump è totalmente fuori binario e rappresenta un pericolo per l’ordine internazionale. Nel sesto giorno della guerra israelo-americana contro l’Iran, il presidente degli Stati Uniti, dopo aver già perso il controllo del conflitto, ha smarrito anche quello della realtà. “Mojtaba Khamenei nuova Guida Suprema dell’Iran? Per me è inaccettabile”, ha affermato il tycoon in un’intervista ad Axios, escludendo il nome del figlio di Ali Khamenei dai possibili successori dell’ayatollah ucciso nella prima ondata di raid sulla Repubblica islamica. “Stanno sprecando il loro tempo. Il figlio di Khamenei è un peso piuma. Devo essere coinvolto nella nomina, come nel caso di Delcy (Rodriguez) in Venezuela”, ha aggiunto Trump, palesando un assoluto disprezzo per la sovranità degli altri Paesi.

Il deragliamento di Trump

In preda ad un evidente delirio di onnipotenza, il Potus a Channel 12 ha invaso anche il “campo amico”, chiedendo al presidente israeliano Isaac Herzog di concedere immediatamente la grazia al primo ministro Benjamin Netanyahu, in modo che quest’ultimo possa concentrarsi sulla guerra contro gli iraniani.

L’ex capo Maga convertito al bellicismo di marca neocon, starebbe elaborando un piano per armare i separatisti curdi in Iran e, molto probabilmente, inviare truppe statunitensi attraverso le zone curde insieme alle forze speciali israeliane, segnando di fatto la trasformazione di quella che, stando ai suoi annunci, doveva essere una campagna aerea di 48 ore in una disastrosa invasione di terra.

Lo stile sempre più discutibile della Casa Bianca

Ha provocato grandi proteste sui social e un’ondata di disgusto il video postato sull’account X della Casa Bianca con un montaggio di immagini dei bombardamenti in Iran alternate con quelle prese dal videogame “Call of Duty”. “Pensano che la guerra sia un videogioco”, ha commentato Paul Rieckhoff, fondatore di Independent Veterans of America, che ha bollato il filmato come “inappropriato, infantile e inaccettabile”. “Quello che manca nel video sono le scolare iraniane uccise nell’esplosione e i soldati americani uccisi”, ha osservato invece Cornell William Brooks, ex presidente della Naacp ora docente ad Harvard.

Il cardinale Cupich sull’azione Usa in Iran

Grandi perplessità per quanto sta accadendo sono state espresse dall’arcivescovo di Chicago, il cardinale Blaise Cupich, porporato molto vicino a papa Leone: “Penso che sia molto discutibile il motivo di lanciare attacchi militari se non esiste una minaccia immediata da neutralizzare. Per quanto ne so, non c’era alcuna minaccia immediata, questo faceva parte di ciò che stava accadendo in questo Paese. Ci era stato detto che le capacità nucleari dell’Iran, del governo iraniano, erano state neutralizzate da un bombardamento avvenuto mesi fa. Quindi, la sovranità di una nazione è molto importante”.

Israele bombarda, Teheran risponde

Nuove operazioni di Israele a Teheran. Le forze israeliane (Idf) hanno annunciato via X di aver colpito diversi “obiettivi del regime”. L’esercito iraniano ha comunicato di aver effettuato attacchi con droni contro il territorio israeliano, centrando bersagli a Tel Aviv, oltre alla base radar a Meron. I Guardiani della rivoluzione hanno rivendicato di aver lanciato missili contro l’aeroporto Ben Gurion e una vicina base militare. “Pesanti missili Khorramshahr-4 con testate di una tonnellata sono stati lanciati oggi all’alba verso il cuore di Tel Aviv, l’aeroporto Ben Gurion e la base del 27mo squadrone dell’aeronautica militare israeliana che si trova nello scalo”, si legge in una dichiarazione riportata dall’agenzia Tasnim. Le forze armate iraniane hanno preso di mira con dei droni un sito militare Usa, Camp Udairi, in Kuwait. In fiamme un’unità della raffineria di Bapco Energies in Bahrein, “dopo un attacco missilistico iraniano”.

I droni in Azerbaigian

Le forze armate iraniane hanno negato di aver condotto un’azione con droni contro l’aeroporto dell’exclave di Nakhchivan in Azerbaigian, ferendo quattro persone. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in un colloquio telefonico con il collega di Baku, Djeyhoun Bairamov, ha ribadito la tesi “denunciando il ruolo del regime israeliano in questi attacchi, con l’obiettivo di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica e danneggiare le buone relazioni dell’Iran con i suoi vicini”.


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