Meglio tardi che mai, ci è arrivata pure Ursula: “Rinunciare al nucleare è stato un errore”. Peccato che sia stata proprio la Germania, e la sua fata madrina Angela Merkel, a far calare il sipario sull’atomo. A Berlino e dintorni, Italia compresa. La presidente della Commissione Ue, da Parigi dove ha preso parte al vertice sull’energia nucleare, ha fatto mea culpa: “Nell’ultimo decennio abbiamo compiuto grandi progressi nel campo delle energie rinnovabili. La situazione del nucleare, purtroppo, è diversa”.
Ursula e l’errore nucleare
“Mentre nel 1990 un terzo dell’elettricità europea proveniva dal nucleare, oggi si avvicina solo al 15%. Questa riduzione della quota del nucleare è stata una scelta, credo che sia stato un errore strategico per l’Europa voltare le spalle a una fonte di energia affidabile, conveniente e a basse emissioni”, ha dichiarato la presidente della Commissione Ue. L’importante, ora come ora, è ammetterlo. E mentre Valdis Dombrovskis tenta di esorcizzare la tentazione di rimuovere le sanzioni su gas e petrolio russo, ribadendo che occorre mantenere “la massima pressione” su Mosca, Bruxelles stabilisce un principio che andrà di traverso agli ambientalisti: “Il nucleare e le energie rinnovabili hanno un ruolo chiave da svolgere – ha detto von der Leyen -. Non si tratta di una questione di aut aut: è insieme che sono più potenti”.
La postura dell’Italia
L’Italia, con il ministro all’Ambiente e sicurezza energetica Pichetto Fratin, è in prima linea: “Abbiamo deciso di aderire all’impegno per triplicare la capacità nucleare globale”. E ha spiegato: “Guardiamo nel breve-medio termine con attenzione agli Small Modular Reactors di terza generazione avanzata, con uno sguardo attento anche alle tecnologie di quarta generazione, in particolare ai reattori veloci raffreddati al piombo”. Il sogno resta, chiaramente, quello della fusione. Che promette di produrre (ancora) più energia a costi nettamente inferiori.
Il (debole) no della Spagna
Mai come stavolta, con l’incubo di Hormuz e la proposta indecente di Putin di tornare a fare affari insieme, l’Europa ha trovato unità tra gli Stati membri per tentare di dare una scossa al gravissimo problema dell’autosufficienza energetica. Messo in chiaro da Macron che ha ribadito l’ovvio, collegando il nucleare all’indipendenza. A fare da contraltare solo la Spagna che è schierata per le rinnovabili e vorrebbe che fossero privilegiate rispetto alle altre fonti del mix energetico, atomo compreso.