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Cronaca

Frode miliardaria, chiesto il processo per Amazon

di Paolo Diacono -


Frode miliardaria, i pm di Milano chiedono il processo per Amazon e quattro suoi manager, europei e americani. L’accusa è, appunto, quella di frode. In particolare sull’Iva per un importo mostruoso pari a ben 1,2 miliardi di euro. Ora la palla passa al giudice per le indagini preliminari Tiziana Landoni che dovrà decidere a proposito della richiesta avanzata dai pubblici ministeri Elio Ramondini e Eugenio Fusco. Si tratta di accuse pesanti che scoperchiano un velo sugli “affari” di Big Tech e sui loro rapporti con il Fisco non sempre all’insegna della massima trasparenza.

Frode miliardaria, chiesto il processo per Amazon

La vicenda prende le mosse dagli accertamenti che avevano portato a scoperchiare la presunta frode da 1,2 miliardi. Fatto per cui Amazon, nei mesi scorsi, aveva già accettato di pagare 511 milioni di euro come accordo transattivo stilato e sottoscritto con l’Agenzia delle Entrate. I rilievi ad Amazon per cui è stato chiesto il processo si riferiscono al modello di business di logistica delle merci nel periodo che va dal 2019 al 30 giugno 2021. Due anni in cui il colosso dell’ecommerce avrebbe violato le regole e frodato, secondo le accuse della Procura, i pagamenti dell’Iva.

“Algoritmo indifferente agli obblighi fiscali Ue”

Il pubblico ministero Ramondini l’ha scritto nella richiesta di rinvio a giudizio. Amazon, o meglio il suo algoritmo, sarebbe “indifferente” agli obblighi fiscali vigenti nell’Unione europea. Il capo di imputazione è quello di dichiarazione infedele tramite frode, la “persona offesa” dai presunti reati sarebbe il Mef di Giancarlo Giorgetti. Tutta la vicenda si gioca, appunto sulla direttiva Ue 2017/2455 che regola l’Iva sulle prestazioni di servizi e vendite a distanza. Una storia che per Amazon non è finita e che potrebbe innescare un processo.


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