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Cultura & Spettacolo

IN LIBRERIA – Trudy, un noir poco rassicurante

di Eleonora Ciaffoloni -


Ludovica Baroni è una giovane donna di provincia che conduce una vita semplice fino al matrimonio con un affermato commercialista di Lecco. Quello che sembra un salto di qualità sociale si trasforma però rapidamente in un incubo quando, senza spiegazioni, suo marito sparisce nel nulla. Parallelamente, in Toscana un sindacalista viene brutalmente aggredito da un uomo legato a un’agenzia di sicurezza privata. Niente sembra legato, eppure, qualcosa non torna. C’è un ex commissario a cercare di capire cosa accade e un sistema fatto di corruzione, riciclaggio di denaro e rapporti di potere nascosti. Inizia così Trudy – e di certo non diremo in questa sede come finisce – il romanzo noir di Massimo Carlotto (Einaudi, 2024).

Con Trudy un ritorno alle origini

Un racconto che ha riportato l’autore alle “origini” con l’intreccio investigativo usato come strumento per raccontare i meccanismi del potere contemporaneo. Non si tratta di un thriller tradizionale: l’indagine e i misteri narrativi sono presenti, ma funzionano soprattutto come motore per esplorare un sistema sociale complesso e profondamente ambiguo. Uno degli elementi più evidenti di Trudy è l’assenza di una chiara distinzione tra buoni e cattivi: a parte pochi personaggi caratterizzati in modo più netto, la maggior parte delle figure che popolano la storia si muove in una zona grigia, difficile da interpretare. Il lettore si trova così in una posizione instabile: prova continuamente a capire per chi parteggiare, ma ogni nuova informazione tende a rimettere tutto in discussione.

Carlotto lavora molto sulla costruzione dei personaggi, inserendo brevi digressioni sul loro passato che contribuiscono a spiegare motivazioni e comportamenti. Dal punto di vista stilistico, la narrazione è scorrevole e ben equilibrata, senza azioni spettacolari o scene eccessivamente cinematografiche: tutto resta ancorato a un contesto realistico, fatto di uffici, incontri riservati e trattative lontano dai riflettori. Il romanzo affronta temi molto attuali – corruzione, riciclaggio di denaro, sfruttamento del lavoro, rapporti tra politica ed economia – e lo fa con un tono chiaramente critico.

In alcuni momenti la dimensione di denuncia sociale diventa quasi predominante rispetto alla trama, facendo emergere con forza la visione pessimistica dell’autore sulla società contemporanea. Questa componente da un lato arricchisce la narrazione e le conferisce profondità; dall’altro rischia di appesantire l’intreccio e di allontanare chi si aspetta un vero e proprio noir. Trudy non è una lettura leggera né rassicurante: al contrario, lascia l’impressione di trovarsi di fronte a un mondo in cui il potere agisce nell’ombra e in cui nessuno è davvero innocente.

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