Le autorità iraniane mostrano i muscoli a Usa e Israele
Passa una nave turca nello Stretto di Hormuz
Migliaia di sostenitori del governo iraniano sono scesi nelle strade di Teheran per partecipare alle manifestazioni in occasione dell’Al-Quds Day, la giornata istituita nel 1979 dall’ayatollah Ruhollah Khomeini dedicata al sostegno alla causa palestinese e alla richiesta di “liberazione di Gerusalemme”, occupata da Israele nella sua parte orientale dopo la “Guerra dei Sei Giorni” del 1967. Mentre la folla si preparava a riversarsi nelle piazze, l’esercito israeliano ha invitato la popolazione ad evacuare due zone nel cuore della capitale iraniana in previsione di raid contro “infrastrutture militari del regime”. Slogan e tonfi si sono confusi nel quattordicesimo giorno di guerra.
La dura replica di Larijani a Hegseth
“Signor Hegseth! I nostri leader sono stati, e sono ancora, tra la gente. E i vostri? Sull’isola di Epstein!”, ha scritto su X il capo del Supremo Consiglio per la sicurezza nazionale dell’Iran, Ali Larijani, rispondendo al capo del Pentagono, che in conferenza stampa ha detto che la leadership iraniana “è disperata e si nasconde. Sono andati sotto terra, rannicchiati. Come fanno i ratti”. Larijani ha pubblicato due video che mostrano il presidente, Masoud Pezeshkian, ed il capo della magistratura, Gholam Hossein Mohseni Eje’i, presenziare alle celebrazioni. Gli Stati Uniti hanno offerto ricompense fino a 10 milioni di dollari per chiunque fornisca informazioni sui “leader chiave dei Guardiani della Rivoluzione”.
Pezeshkian seguirà pienamente Mojtaba Khamenei
La dichiarazione della Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, “ha definito con chiarezza la linea che il Paese dovrà seguire in questa fase cruciale”, ha affermato in una nota Pezeshkian all’indomani del messaggio del nuovo Rahbar. “Prestare attenzione a questo messaggio e alle sue linee guida sarà l’obiettivo di tutti i funzionari del Paese e, affidandosi alla lungimiranza della Guida Suprema, con il sostegno della Nazione iraniana, che ha fatto la storia, superare questa crisi sarà possibile, fattibile e persino facile”, si legge ancora nel comunicato. “In qualità di rappresentante eletto del popolo iraniano e di presidente, considero mio dovere seguire pienamente la leadership della Guida”, ha concluso il presidente iraniano, confermando la tenuta della struttura di potere su cui si regge la Repubblica islamica.
L’ayatollah Arafi scrive a Leone XIV
L’ayatollah Alireza Arafi, direttore dei seminari religiosi iraniani e già membro del Consiglio di leadership ad interim (insieme al presidente Masoud Pezeshkian e al capo della magistratura Gholamhossein Mohseni Eje’i) istituito dopo la morte di Ali Khamenei, ha inviato una lettera a Papa Leone XIV chiedendo alla Santa Sede di “prendere una posizione di principio” e condannare quelli che ha definito i “crimini efferati americano-sionisti contro la Nazione iraniana”.
Nel messaggio, citato dai media iraniani, Arafi ha sostenuto che “il dovere umano e religioso esige che il grido di oppressione di una nazione giunga alle orecchie del mondo, specialmente a quelle dei leader spirituali che invocano pace e giustizia”, sottolineando come l’uccisione “gravissima” della Guida Suprema rappresenti “un crimine senza precedenti nella storia delle religioni” e un “insulto a tutti i seguaci delle religioni divine”.
La strage di bambine a Minab
Arafi ha denunciato il bombardamento della scuola femminile nella città di Minab, che ha causato la morte di circa 170 bambine tra gli 8 e i 12 anni, evidenziando che “difendere i bambini di Minab, come i bambini di Gaza, è una responsabilità morale, religiosa e umana per tutti noi, per impedire che queste tragedie contro i bambini si ripetano”.
Le autorità iraniane fanno passare una nave turca
Il ministro dei Trasporti turco, Abdulkadir Uraloglu, ha fatto sapere che Ankara è riuscita a far passare una nave nello Stretto di Hormuz dopo aver ottenuto il permesso dalle autorità iraniane. Via libera anche per le imbarcazioni dirette in India. L’ambasciatore iraniano a Nuova Delhi, Mohammad Fathali, ha confermato che verrà offerto un passaggio sicuro, citando l’amicizia di lunga data e amicizia tra i due Paesi.
In merito a quanto riportato da organi di stampa internazionali, la Presidenza del Consiglio dei ministri dell’Italia ha smentito “l’apertura di negoziati bilaterali o trattative dirette con l’Iran per garantire il passaggio delle navi italiane attraverso lo Stretto di Hormuz”.
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