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Economia

Fisco, Meloni: “Recupero record di oltre 36 miliardi”

Il "tesoretto", una boccata d'ossigeno per la manovra finanziaria

di Angelo Vitale -


Fisco, record storico, per Giorgia Meloni: recuperati 36,2 miliardi. “La somma dell’anno scorso è il più alto dato di sempre, oltre il 43% in più rispetto al 2022 quando il governo si è insediato”. La premier ha fotografato quello che appare come un cambio di passo strutturale nella lotta all’evasione fiscale in Italia.

Fisco, record storico

Un risultato che non nasce solo da una maggiore pressione. Una vera e propria rivoluzione tecnologica ha trasformato l’Agenzia in una “tech-company” del controllo finanziario, capace di incrociare dati e scovare il sommerso.

L’algoritmo VeRA segna la fine dell’anonimato finanziario. Il motore di questo balzo in avanti, l’intelligenza artificiale. Il progetto “Verifica dei Rapporti Addestrata”, l’arma di punta del Fisco. Non più verifiche manuali o controlli a campione su base cartacea, ma un monitoraggio costante che incrocia oltre 190 banche dati: dai conti correnti ai registri immobiliari, dalle utenze elettriche fino alle analisi predittive sui flussi di cassa aziendali.

L’algoritmo profila il “rischio di non conformità” in tempo reale. Se una società dichiara perdite sistematiche ma i suoi titolari mantengono uno stile di vita non congruo o movimentano capitali all’estero, il sistema segnala l’anomalia istantaneamente. È il passaggio definitivo dalla repressione ex-post alla prevenzione predittiva.

Dodicimila partite Iva “fantasma”

Un pilastro fondamentale del recupero record, il contrasto alle frodi carosello e alle aziende fantasma. Nel corso del 2025, l’Agenzia ha individuato e disattivato d’ufficio oltre 12mila partite Iva nate esclusivamente per emettere fatture false o drenare crediti d’imposta inesistenti (legati alla coda dei vecchi bonus edilizi) prima di sparire dai radar.

Un intervento che ha permesso di congelare 5,6 miliardi di euro di crediti fittizi, proteggendo le casse dello Stato da truffe multimilionarie. La digitalizzazione come uno strumento di equità: colpire le grandi frodi organizzate per alleggerire, in prospettiva, il carico sui contribuenti onesti.

Un nuovo patto fiscale

Dal conflitto alla “compliance”: il nuovo patto fiscale, per il governo, funziona. Oltre al tech, una strategia che punta sulla collaborazione. Il concordato preventivo biennale e il rafforzamento della “compliance”, l’adempimento spontaneo, hanno giocato un ruolo chiave. L’idea di fondo, quella di un Fisco meno vessatorio per chi vuole mettersi in regola e implacabile con chi utilizza schemi elusivi complessi.

Il “tesoretto” da 36,2 miliardi, una boccata d’ossigeno per la manovra finanziaria. L’obiettivo, utilizzare queste risorse per finanziare la riforma dell’Irpef e sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, trasformando la legalità fiscale in un vantaggio diretto per il cittadino.


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