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Cronaca

“Accuse fantasiose”, la famiglia Poggi pronta alle querele (anche) sul risarcimento

I legali hanno una lista di youtuber e blogger: "Aggrediti senza possibilità di replica"

di Paolo Diacono -


Gli avvocati della famiglia Poggi annunciano una vera e propria pioggia di querele contro gli hater che “hanno insistito su argomenti usciti dalla fantasia più assoluta e che sono andate a incidere sulla vita delle singole persone”, a cominciare dalla questione del risarcimento. Il pool legale dei Poggi ha redatto una (lunga) lista di blogger, youtuber e “leoni da tastiera” che ha sottoposto ai magistrati della Procura della Repubblica di Milano. Tra i reati che contestano ai commentatori, si va dalla diffamazione aggravata fino allo stalking.

Le querele, il risarcimento e la rabbia della famiglia Poggi

Un nuovo capitolo della vicenda Garlasco. Che, fatalmente, si gioca (anche) sui social. Dove monta, ogni giorno di più, l’interesse per la nuova indagine che ha riaperto il caso relativo alla morte di Chiara. Tra gli argomenti che, secondo i legali della famiglia Poggi, vengono branditi come un’arma dagli haters c’è quello del risarcimento pagato da Alberto Stasi ai parenti della sua ex fidanzata. “Sicuramente fa male sentirsi giudicati su cose inesistenti senza poter interloquire con soggetti che raggiungo 200-300mila visualizzazioni, persone che in quanto non giornalisti non sono sottoposte a regole deontologiche e che guadagnano con fake news”, ha detto l’avvocato Gian Luigi Tizzoni.

La verità sui soldi

L’avvocato della famiglia Poggi ha poi voluto sgomberare il campo, una volta e per tutte, da ogni illazione in merito al risarcimento. “E’ svilente. Quelle somme (Stasi versa circa 350 euro al mese come risarcimento, ndr) sono bloccate su un conto dedicato, la famiglia Poggi non le usa per vivere e va avanti serenamente con le proprie disponibilità”. I legali hanno ribadito inoltre che i genitori e il fratello di Chiara “hanno vissuto malissimo, era aggrediti senza possibilità di replica come succede in queste trasmissioni online dove non c’è un reale contradditorio e che sono talmente tante che diventa impossibile seguirle”.


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