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Economia

Il petrolio arriverà a 200 dollari? Lo scenario horror

L'indiscrezione di Bloomberg, la smentita della Casa Bianca. I dati choc dell'Ocse e la fiducia sprofonda

di Paolo Diacono -


Petrolio a 200 dollari. Occhio, che qui viene giù tutto. La giornata di ieri è stata all’insegna della depressione. È iniziata con l’Ocse che ha dato i numeri. Da una parte, infatti, ha detto che il Pil mondiale rischia di comprimersi (la crescita globale non supererà il 3%), che ogni progresso messo a segno finora è da considerarsi perduto. Per l’organizzazione, l’Italia crescerà solo dello 0,4%. A patto che non intervengano ulteriori choc a scompaginare il quadro. Da noi, poi, l’inflazione potrebbe iniziare a galoppare fino a raggiungere il 2,7%. La raccomandazione delle teste d’uovo dell’Ocse è quella scolastica di chiedere alle banche centrali di farsi trovare pronte.

Petrolio a 200 dollari e tassi alti

Ad aumentare i tassi, a rafforzare il costo del denaro. A inguaiare, definitivamente, l’economia reale dei Paesi europei. Che già sono usciti a pezzi dalla cura di cavallo impartita, ai tempi del crash energetico ucraino, dalla Bce. Poco dopo sono arrivati i dati Istat sulla fiducia. Se le imprese resistono (peggio di così…), i cittadini sono assolutamente desolati. L’unico indicatore in crescita, guarda un po’, è quello che riguarda la necessità di dover risparmiare. Era già da tempo che le famiglie italiane non spendevano più, limitando i consumi e ingrassando i loro salvadanai. In attesa di tempi cupi. Che, puntualmente, si sono (purtroppo) verificati. Infine ha parlato Trump. E quando parla lui, ormai, viene giù tutto.

La smentita della Casa Bianca

La Casa Bianca teme, ma non ammette, che il prezzo del petrolio potrebbe raggiungere i 200 dollari al barile. Uno scenario del genere sarebbe un’apocalissi sui mercati e la fine del mondo (almeno quello occidentale) così come lo avevamo conosciuto. A Washington, secondo quanto ha riportato Bloomberg, starebbero studiando le eventuali conseguenze di una rivalutazione così pesante. E Scott Bessent sarebbe a dir poco preoccupatissimo. “Non c’è niente di vero”, si sono premurati a smentire dall’entourage di Trump. C’è poco da star allegri. Confortato da questo scetticismo, il prezzo del petrolio è stabilmente salito attorno ai 110 dollari al barile mentre pure il gas ha ripreso slancio stabilizzandosi attorno ai 55 euro al Mwh. Le Borse hanno contribuito a concelebrare il giovedì di passione chiudendo tutte in territorio negativo. Nella depressione generale, Milano fa un po’ meglio di tutte le altre limitando le perdite allo 0,72%. Il Dax tedesco che cala dell’1,49% è maglia nera del continente. Cade dell’1,31% Londra, Amsterdam perde l’1,26% e Madrid brucia l’1,25%. Parigi recupera ma non abbastanza e termina la giornata a -0,98%.


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