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Politica

In Forza Italia tira aria di bufera

di Giuseppe Ariola -


Il silenzio che investe da giorni Forza Italia non deve ingannare, c’è a ria di bufera. Lo stato di quiete iniziato dopo la sostituzione di Maurizio Gasparri con Stefania Craxi al Senato è solo apparente. Non segna affatto la fine di un percorso che, anzi, garantiscono i ben informati, è assolutamente in divenire. Piuttosto, il silenzio di questi giorni anticipa un frastuono che potrebbe irrompere già dalla prossima settimana. Abbattendosi innanzitutto sul capogruppo dei deputati azzurri Paolo Barelli, braccio destro di Antonio Tajani, da tempo finito nel mirino della minoranza del partito. Che poi, è minoranza solo in termini di presenza nei principali organismi di Forza Italia, perché a ben vedere, almeno a livello parlamentare, è la maggioranza. A dimostrarlo non c’è solo quanto già accaduto al Senato, ma ciò che si appresta a succedere a Montecitorio e, forse, anche nei più alti ranghi del partito.

Gli equilibri nel partito

Che la raccolta di firme tra i deputati per deporre Barelli fosse partita alla fine della scorsa settimana è un fatto. Che si sia fermata è una mezza verità, nella misura in cui lo stop è dovuto al fatto che il documento si trova già da venerdì sulla scrivania di Marina Berlusconi. E, a proposito di chi è minoranza e chi, invece, maggioranza, contiene le firme di ben 31 deputati su 54 che chiedono la sostituzione del capogruppo. I fedelissimi di Barelli e, quindi, di Tajani sarebbero solo 12, mentre 11 attendono di capire dove soffia il vento. Al momento, il dato certo, come è stato evidente fin dalla scorsa settimana, è che le sorti del partito sono tornate nuovamente ad essere decise nelle stanze di Arcore e non più in quelle romane. Al punto che, assicurano fonti azzurre di primo piano, tra ieri e oggi la primogenita del fondatore di Forza Italia incontrerà uno a uno i principali oppositori dell’attuale stato maggiore del partito.

Forza Italia verso la bufera

E se al momento tutto sembra fermo è, probabilmente, proprio per garantire a questi colloqui la massima serenità. Di certo la giusta riservatezza. Tanto più che dopo sarà il segretario Tajani ad avere un faccia a faccia con Marina Berlusconi. L’incontro potrebbe tenersi domani, ma c’è chi ritiene possa saltare. Rinviato di dieci giorni o a data da destinarsi. Le voci si rincorrono, ma “ora tutto tace”, riferisce un parlamentare tra i più addentro alle dinamiche vecchie e nuove di Forza Italia. Un’espressione che vede l’accento cadere proprio sull’avverbio “ora”. Perché guardando al domani la macchina della riorganizzazione è pronta a essere messa in moto facendo un bel po’ di rumore.


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