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Figc, Gravina dimesso: chi sono i possibili successori

di Flavia Romani -


La notizia delle dimissioni di Gabriele Gravina dalla presidenza della FIGC apre ufficialmente una nuova fase per il calcio italiano e il toto successori. Dopo anni complessi, segnati da risultati altalenanti della Nazionale e da tensioni interne al sistema, si apre ora la corsa alla successione.

Chi sono i possibili successori di Gravina: Malagò in pole position

Il nome che al momento appare più forte è quello di Giovanni Malagò, ex presidente del CONI e figura centrale nello sport italiano degli ultimi anni. Reduce dal successo organizzativo delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, Malagò gode di grande credibilità istituzionale e dell’appoggio di una parte importante della Serie A.

A rafforzare la sua candidatura è arrivato anche il sostegno di Aurelio De Laurentiis, che ne ha elogiato capacità manageriali, visione e professionalità. Secondo molti addetti ai lavori, Malagò rappresenterebbe una figura di continuità istituzionale ma con la possibilità di imprimere una svolta concreta.

Le alternative

Tra i candidati più esperti spicca Giancarlo Abete, già alla guida della FIGC dal 2007 al 2014. Il suo nome era già emerso dopo il deludente percorso dell’Italia a UEFA Euro 2024, e rappresenta una soluzione di esperienza e conoscenza profonda delle dinamiche federali. Più defilati ma comunque in corsa ci sono anche Matteo Marani, attuale presidente della Lega Pro, e Demetrio Albertini, nome molto apprezzato dall’Assocalciatori e da parte del mondo dei giocatori. Albertini, in particolare, rappresenterebbe una scelta “di campo”, legata maggiormente alla sensibilità degli ex calciatori e alla necessità di ricostruire un’identità tecnica oltre che politica.

Sul fondo resta anche la candidatura di Michele Uva, recentemente nominato Executive Director per Euro 2032 in Italia. Il suo profilo internazionale e le competenze organizzative lo rendono un outsider credibile, soprattutto in ottica di sviluppo e relazioni con le istituzioni europee.

La successione a Gravina non sarà soltanto una questione di nomi, ma di visione. Il prossimo presidente della FIGC dovrà affrontare sfide cruciali: rilanciare la Nazionale, riformare i campionati, investire nei settori giovanili e ridare credibilità al sistema calcio italiano. La partita è appena iniziata e una cosa è certa: il futuro del calcio italiano passa da questa scelta.


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