Serbia, Vučić tratta con la piazza per elezioni anticipate
i leader delle proteste in corso da oltre un anno rifiutano il dialogo
Nelle ultime settimane, in Serbia, il presidente Vučić accelera in dialogo con le forze politiche e i sindacati studenteschi da oltre un anno nelle piazze, proponendo possibili elezioni anticipate durante la prossima estate.
Serbia, elezioni anticipate?
I leader delle proteste — tra cui il movimento Move‑Change e il fronte ecologista Green‑Left Front — hanno però rifiutato le trattative, definendole un tentativo di “legittimare uno status quo autoritario”.
Da dicembre 2024 la Repubblica di Serbia è attraversata da una continua ondata di proteste antigovernative, guidate inizialmente dagli studenti e poi allargatesi a settori più ampi della società civile.
La mobilitazione è nata dopo il tragico crollo della pensilina della stazione di Novi Sad dell’1 novembre 2024, che causò la morte di 16 persone, facendo esplodere il malcontento verso la presunta incapacità e corruzione dell’esecutivo di Aleksandar Vučić.
Da allora, studenti, oppositori e cittadini hanno organizzato blocchi stradali, marce e occupazioni simboliche di istituzioni come l’Università di Belgrado, dove manifestanti sono poi entrati in conflitto con la polizia a fine marzo 2026 durante un’operazione di perquisizione negli uffici universitari legata all’inchiesta sulla morte di una studentessa di 25 anni.
Proteste continue
La protesta, inizialmente concentrata su temi di trasparenza e responsabilità, si è rapidamente trasformata in un movimento più ampio contro la repressione politica e le ricorrenti accuse di cattiva gestione della governance. Oltre alle manifestazioni in piazza, i giornalisti serbi hanno denunciato un’escalation di minacce, aggressioni fisiche e attacchi online contro la stampa indipendente, con oltre 100 casi registrati solo nel 2026, secondo organizzazioni internazionali per la libertà di stampa.
Una situazione fluida
La situazione resta fluida: mentre i gruppi antigovernativi insistono per elezioni anticipate, riforme giudiziarie e libertà universitarie, le autorità rispondono con maggiori controlli, repressione e partenze legali contro oppositori.
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