Big tech senza controllo negli Usa: problema globale
Negli Stati Uniti l’intelligenza artificiale corre più veloce delle regole che dovrebbero governarla (un po’ come in Europa, ma il problema grosso è negli States). La vicenda di Alex Bores, giovane politico dem finito nel mirino dei miliardari delle Big Tech, è il sintomo di un sistema in cui il potere economico prova a riscrivere le regole del gioco prima ancora che vengano fissate. Ex dirigente di Palantir – gigante dell’Ia -, membro dell’assemblea generale dello stato di New York e oggi candidato al Congresso per il XII distretto di New York, Bores si batte per più trasparenza e limiti alla tecnologia. E per questo viene bollato come un nemico dell’innovazione. Mentre chi investe milioni di dollari nelle campagne politiche si presenta come difensore della libertà di mercato.
Il nodo non è la figura di Bores, da “cattivo” di Palantir a “buono” dem, ma il vuoto normativo che caratterizza gli Usa. A differenza dell’Ue, che ha scelto di dotarsi di un quadro regolatorio per l’Ia, Washington continua a oscillare tra proclami e concessioni alle Big Tech. Le aziende chiedono regole “snelle”, cioè minime, mentre moltiplicano donazioni e sponsorizzazioni per orientare la politica. Il risultato è un cortocircuito democratico: la tecnologia che promette di cambiare il mondo viene governata da chi ha più capitale da investire, non da chi rappresenta i cittadini. I numeri parlano chiaro: centinaia di milioni di dollari destinati alle campagne elettorali, ordini esecutivi favorevoli all’industria, consulenze affidate ai vertici delle stesse aziende che dovrebbero essere regolamentate.
È il classico do ut des della politica Usa, ma con una differenza sostanziale: questa volta in gioco non ci sono solo app o piattaforme social, bensì sistemi che possono influenzare il lavoro, la sicurezza, l’informazione e perfino la Difesa. L’assenza di regole non è neutralità, è una scelta politica. Significa lasciare che l’Ia continui a svilupparsi secondo le logiche del profitto, lasciando al mercato di correggersi da solo i suoi eccessi. Tuttavia si sa, senza limiti, le tecnologie tendono a concentrarsi nelle mani di pochi e a produrre disuguaglianze. Per questo la battaglia sulla regolamentazione dell’Ia negli Usa riguarda tutti noi. Perché una tecnologia così potente senza controllo è un male per l’intera umanità.
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