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Esteri

Il vertice di Parigi non crea la pace

Sul tavolo, i propositi per gestire le conseguenze se (e finché) la tregua regge

di Angelo Vitale -

epa12896469 (L-R) Italian Prime Minister Giorgia Meloni, Britain's Prime Minister Keir Starmer, France’s President Emmanuel Macron and German Chancellor Friedrich Merz arrive to give a statement after an international summit to restore freedom of navigation in the Strait of Hormuz, at the Elysee Palace, in Paris, France, 17 April 2026. EPA/MICHEL EULER / POOL MAXPPP OUT


Il vertice di Parigi sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz, promosso da Emmanuel Macron all’Eliseo, rappresenta un passaggio diplomatico rilevante ma non risolutivo per la pace nel contesto della crisi mediorientale.

Come era fin troppo evidente, l’incontro non ha potuto affrontare l’obiettivo di costruire una pace strutturale. Sul tavolo, i propositi e le responsabilità per coordinare una possibile risposta internazionale a una situazione temporaneamente stabilizzata da un cessate il fuoco fragile.

I propositi per il post” cessate il fuoco

Al tavolo di Emmanuel Macron Giorgia Meloni, Keir Starmer e Friedrich Merz, in collegamento i rappresentanti di circa 50 Paesi. Il focus principale, garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il transito globale di petrolio e gas, recentemente riaperto dopo tensioni legate allo scontro tra Stati Uniti e Iran.

La linea condivisa, quella di una missione internazionale a carattere difensivo. Starmer ha sottolineato la necessità di un intervento volto a consolidare la sicurezza marittima nel dopo-tregua, mentre oltre una dozzina di Paesi si sono detti pronti a contribuire.

L’Italia, ha fatto sapere ai convenuti Meloni, potrebbe partecipare con assetti navali, ma solo previa autorizzazione parlamentare. Segnale di un approccio prudente e vincolato.

Macron ha insistito sul valore dell’unità internazionale, definendo il vertice un messaggio di cooperazione.

Le sorti di tutti si giocano altrove

La realtà resta complessa. La tregua tra Stati Uniti e Iran è limitata e indirettamente coinvolge Israele, che mantiene margini di azione autonoma in altri teatri, come il Libano.

In questo contesto, il vertice di Parigi non crea la pace. Serve a gestire le conseguenze se (e finché) la tregua regge.

È uno strumento di contenimento, non una soluzione al conflitto. La stabilità di Hormuz resta legata a equilibri precari e a dinamiche che possono cambiare rapidamente.


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