“Problemi a breve termine col jet fuel”, l’Ue corre ai ripari
Convocata una riunione informale al Consiglio Ue, l'allarme della presidenza
Manca il jet fuel, l’Europa rischia di restare a terra e il Consiglio finalmente lo ammette e prova a trovare una soluzione. È stata convocata una riunione dei ministri ai trasporti, l’ennesima, dal presidente di turno, il cipriota Alexis Vafaedes. Che chiederà ai governi degli Stati membri di fare qualche passo in avanti su alcune delle questioni più scottanti. A cominciare da quella degli acquisti comuni. La situazione è davvero seria. Le parole di Vafaedes mettono in chiaro che i problemi potrebbero manifestarsi già a breve termine. Insomma, potremmo passare l’estate a terra.
Manca il jet fuel, la riunione del Consiglio Ue
Manca il jet fuel, dunque. Non è un mistero, quasi il 40% dei rifornimenti (stando ai dati forniti nelle scorse settimane dalla Commissione stessa) “passa” dallo Stretto di Hormuz. Chiuso fino a nuovo ordine, o a nuovo accordo, nuova tregua. Da ciò che oggi accadrà (o non accadrà) a Islamabad passa il futuro dell’Europa. E non è così per dire. Senza aerei, si bloccano i trasporti. Il turismo, proprio alla vigilia della stagione estiva, rischia una mazzata tremenda che andrebbe a unirsi ai guai che già incombono sull’economia continentale a causa di ciò che sta succedendo in Medio Oriente.
Cosa deciderà Bruxelles?
La via individuata dovrebbe essere, più o meno, sempre la stessa. Acquisti in comune. Un po’ per darsi una mano l’un l’altro. Un (altro) po’ per tentare di spuntare prezzi migliori. Se ci si unisce è possibile ottenere, evidentemente, sconti e trattamenti di favore che ai singoli Paesi, presi da soli, non verrebbero applicati. Il tema, dice Vafaedes, sul jet fuel è però anche un altro. C’è la possibilità di uno stop a breve termine, ma c’è un problema serio con la domanda a medio e lungo termine. Insomma, o si fa (davvero) l’Europa oppure si accetta un destino di decadenza inevitabile.
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