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Politica

Oggi via libera della Camera al decreto Sicurezza. Poi le modifiche alla norma attenzionata dal Colle

di Giuseppe Ariola -


Oggi si metterà finalmente un punto al nuovo e discusso decreto Sicurezza. Per modo di dire. Perché una volta che l’aula della Camera avrà ufficialmente licenziato il provvedimento, il governo varerà un nuovo decreto per modificare quanto del testo approvato in via definitiva a Montecitorio è finito sotto il faro del Quirinale. Si lavora dunque a “una norma di aiuto al migrante che ha scelto liberamente la procedura di rimpatrio assistito”, spiega il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Si elimina così il rischio – ma anche l’imbarazzo – di una mancata firma del Presidente della Repubblica e si smina il campo dall’ipotesi che il Colle rispedisca il decreto alle Camere. Poi la giostra parlamentare ripartirà per convertire il nuovo provvedimento. Altro giro, altra corsa. Ad ogni modo, anche se al momento il problema sembra apparentemente risolto, l’incidente ha creato non pochi problemi.

L’iter alla Camera

I tempi dell’esame parlamentare si sono allungati e l’opposizione ha colto la palla al balzo per dar vita a un ostruzionismo durato giorni. Dopo la bagarre scoppiata martedì nell’aula di Montecitorio e la fiducia incassata dal governo all’indomani, ci sono infatti state due sedute fiume. I gruppi di opposizione hanno iscritto in massa i propri deputati a parlare. Un modo per allungare i tempi del via libero definitivo al decreto che scade domani, nonostante un esito, favorevole a governo e maggioranza, praticamente già scritto. Dai partiti di minoranza si è però comunque levato a più riprese un appello a fermarsi. Ci fate “votare una norma incostituzionale per modificarla due minuti dopo. È arroganza al potere”, ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein facendo riferimento ai rilievi del Quirinale.

Il dibattito sul nuovo decreto Sicurezza

Al netto della misura incriminata, le obiezioni dell’opposizione sono state rivolte al complesso del nuovo decreto Sicurezza, ritenuto fallimentare come i precedenti è l’accusa. Oltre che, ovviamente, bollato come illiberale, antidemocratico e chi più ne ha più ne metta. Accuse fermamente respinte dalla maggioranza che, invece, rivendica il provvedimento e anche i risultati finora raggiunti dal governo sul fronte della sicurezza. Anzi, si guarda avanti. Lo fa intendere chiaramente il vicepremier Matteo Salvini che plaude alle misure che vedranno la luce a breve. “Espulsioni più veloci, battaglia a baby gang e maranza, pene più severe per i furti in appartamento, stop all’accoglienza per i minori stranieri che commettono reati. Avanti così, bye bye maranza”, commenta il segretario della Lega.


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