il nostro Paese in una piattaforma di cooperazione regionale nata nel 2015, che oggi comprende 13 Stati membri dell'Unione Europea e un ristretto gruppo di partner strategici globali
L’Italia partner strategico dell’iniziativa dei Tre Mari: la missione di Maria Tripodi a Dubrovnik.
Tre Mari, l’Italia c’è
Oggi una tappa fondamentale per la politica estera italiana nell’Europa centro-orientale. Su delega del ministro Antonio Tajani, il sottosegretario di Stato Maria Tripodi ha partecipato a Dubrovnik al Vertice dell’Iniziativa dei Tre Mari (Three Seas Initiative – 3SI).
Questo appuntamento, non solo un passaggio formale, ma l’ufficializzazione di un nuovo protagonismo di Roma. Ciò, in una piattaforma di cooperazione regionale nata nel 2015, che oggi comprende 13 Stati membri dell’Unione Europea e un ristretto gruppo di partner strategici globali.
Una nuova connettività tra Adriatico, Baltico e Mar Nero
L’invito rivolto all’Italia scaturisce dalla volontà espressa dal governo di aderire all’iniziativa in qualità di partner strategico.
Questa regione, che si estende lungo l’asse Nord-Sud tra i mari Baltico, Adriatico e Nero, è oggi il cuore pulsante delle nuove sfide infrastrutturali e di sicurezza del continente.
Cosa è
L’Iniziativa dei Tre Mari, una piattaforma politica ed economica di cooperazione tra 13 Stati membri dell’Ue situati tra i mari Adriatico, Baltico e Nero. Serve a rafforzare le infrastrutture, l’energia e la connettività digitale, riducendo il divario Est-Ovest e la dipendenza energetica.
Le parole di Tripodi
“In un momento di grandi sfide globali – ha detto – , l’Italia è consapevole dell’importanza cruciale di questa regione. Condividiamo pienamente gli obiettivi di questo Forum e siamo certi del valore aggiunto che Roma saprà apportare, specialmente in termini di sicurezza e competitività”.
Obiettivi: infrastrutture, sicurezza e il progetto Imec
L’ingresso dell’Italia nel club dei partner strategici — accanto a Usa, Germania, Giappone, Spagna, Turchia e la stessa Commissione Europea — risponde a una visione geopolitica.
Il rafforzamento della connettività nell’Europa centro-orientale non riguarda solo la logistica, ma è un pilastro della sicurezza nazionale ed europea.
L’azione italiana si concentrerà sullo sviluppo dei collegamenti lungo gli assi Est-Ovest e Nord-Sud. Così puntando a una sinergia con l’iniziativa Centro-Europea (InCE) ove l’Italia detiene storicamente un ruolo guida.
Il progetto Imec (India-Middle East-Europe Economic Corridor). Il corridoio economico che punta a connettere l’Europa all’Asia vede l’Italia ambire a fungere da hub energetico e logistico naturale nel Mediterraneo.
A Dubrovnik, la volontà di Roma di investire in un’Europa più integrata e resiliente, dove lo sviluppo infrastrutturale diventa il primo baluardo contro le instabilità geopolitiche moderne.