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Economia

Il 1 maggio di Mattarella: “Basta morti sul lavoro”

La visita del Capo dello Stato agli stabilimenti Piaggio di Pontedera. Il monito su sicurezza e coesione sociale

di Maria Graziosi -


Alla vigilia del 1 maggio, arrivano le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che questa mattina si è recato in visita agli stabilimenti della Piaggio di Pontedera, in Toscana. Il Capo dello Stato ha tenuto un importante intervento in cui è tornato, tra le altre cose, a denunciare la piaga dei morti sul lavoro. Ha, poi, fatto appello a rafforzare la coesione sociale, ringraziando i sindacati per il loro lavoro. Infine un passaggio, decisivo, sul destino dei giovani. Che, per il Presidente, non devono più essere costretti a lasciare il nostro Paese per trovare condizioni di vita accettabili.

Il 1 maggio di Mattarella

Il Capo dello Stato ha dichiarato: “Due giorni fa, la giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro ha riproposto all’attenzione delle pubbliche opinioni una piaga che non accenna a sanarsi. un richiamo che in verità giunge dalle dolenti note di ogni giorno”. E ha proseguito: “Le cronache ci restituiscono pressoché quotidianamente notizie di lavoratrici e di lavoratori che perdono la vita o rimangono infortunati nello svolgimento delle loro attività”. Una situazione ormai inaccettabile. “La sicurezza sul lavoro – è il monito di Mattarella alla vigilia del 1 maggio – resta un impegno, un dovere che non consente rinunce o distinzioni”.

Un bollettino di guerra

Il Presidente ha quindi ricordato: “Tra luoghi di lavoro e in itinere, sono oltre mille le vite spezzate ogni anno. nel ricordarle, rinnovando vicinanza alle famiglie delle vittime, va ribadito che si tratta di un tributo inaccettabile”. Mattarella ha poi detto che “la lotta alle incurie, alle illegalità, alle imprudenze deve coinvolgere tutti: imprenditori, lavoratori, istituzioni, società. le cronache a intimarci che ciò che facciamo non è ancora abbastanza per tutelare la salute di chi lavora”. C’è un imperativo: “Deve migliorare l’organizzazione, il rispetto delle regole, la cultura della sicurezza comune”. È necessario, ripartire da questo 1 maggio e dalle parole di Mattarella.


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