Tutti tranne il direttore dell’FBI Kash Patel
L’incidente alla Cena dei Corrispondenti della Casa Bianca (WHCD) del 25 aprile ha visto come protagonista Cole Tomas Allen, un insegnante e ingegnere di 31 anni originario della California. L’uomo ha tentato di fare irruzione nel Washington Hilton armato di fucile a pompa, pistola e coltelli: un agente del Secret Service è rimasto ferito.
Pochi minuti prima dell’attacco, Allen ha inviato ai familiari e pubblicato sui social un manifesto di circa 1.000 parole affermando di voler uccidere tutti i membri dell’amministrazione Trump tranne il direttore dell’FBI Kash Patel.
Gli investigatori quindi stanno cercando di capire perché Patel fosse stato escluso da Allen.
Alcune fonti hanno fatto trapelare che l’idea dell’attentatore fosse quella di evitare di prendere di mira le forze dell’ordine, concentrandosi esclusivamente su Trump, contro il quale si è sfogato nel manifesto.
Teoria secondaria: Allen è fortemente anti-cristiano tanto da arrivare ad accusare i membri dell’amministrazione del Presidente di utilizzare la fede cattolica per giustificare azioni che lui riteneva “oppressive”. Nel manifesto scriveva che la condotta dei funzionari del governo equivaleva ad essere “complice dei crimini commessi”, criticando duramente l’amministrazione del Tycoon su basi teologiche.
Kash Patel è invece di fede induista. L’attentatore, quindi, concentrando il suo odio verso figure che associava a un certo tipo di “establishment cristiano”, non avrebbe considerato Patel un bersaglio per le sue idee religiose.
Colpire i funzionari dell’amministrazione Trump, descritti in una lista come soggetti prioritari classificati dal rango più alto a quello più basso: questo l’obiettivo da raggiungere per il killer. I servizi segreti erano considerati bersagli solo in caso di necessità e dovevano essere messi fuori combattimento in modo non letale se possibile. Lo stesso valeva per la sicurezza alberghiera così come per gli agenti della polizia metropolitana di Washington e le truppe della Guardia Nazionale.
Il personale e gli ospiti dell’hotel invece erano persone da non attaccare in modo assoluto.
Tuttavia un agente delle forze dell’ordine è stato colpito al giubbotto antiproiettile dopo che Allen avrebbe aperto il fuoco e si sarebbe lanciato verso la sala da ballo del Washington Hilton, stanza occupata da circa 2500 ospiti radunati per prendere parte al gala.
L’attentatore è stato accusato di tentato assassinio del Presidente, trasporto di dispositivi offensivi attraverso i confini statali per commettere un reato grave e di aver esploso colpi da arma da fuoco. Rischia l’ergastolo se condannato per l’accusa principale.
Patel ha lodato l’operato dei suoi uomini, affermando che gli agenti dell’FBI “hanno fatto esattamente ciò per cui sono stati addestrati” durante la gestione della minaccia.
Quando un giornalista gli ha chiesto perché il killer lo avesse escluso dai bersagli scrivendo nel manifesto: “I membri dell’amministrazione, non incluso il signor Patel, sono gli obiettivi”, Patel ha risposto brevemente: “Quanto a quest’ultimo punto, no”, rifiutandosi di commentare eventuali motivazioni dell’attentatore.
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