Khamenei: “Usa incapaci di garantire la sicurezza degli alleati nel Golfo”
L'azione militare di Stati Uniti e Israele contro l'Iran potrebbe riprendere a breve
Donald Trump dovrà fare presto i conti con chi negli Usa si oppone alla guerra all’Iran, iniziata su spinta di Israele. Scade oggi il termine dei 60 giorni previsto dal War Powers Resolution del 1973, la legge approvata dopo la guerra del Vietnam che limita l’impiego della forza militare americana senza autorizzazione del Congresso. La normativa impone al presidente di informare Camera dei Rappresentanti e Senato entro 48 ore dall’avvio delle ostilità e di interrompere le operazioni delle forze armate entro 60 giorni, salvo autorizzazione del Congresso o dichiarazione di guerra. Esiste la possibilità di estenderle per altri 30, ma esclusivamente per consentire il ritiro in sicurezza delle truppe e non per proseguire il conflitto.
La Guida Suprema avverte gli Usa
Mentre continua il braccio di ferro tra Teheran e Washington con i rispettivi blocchi navali nello Stretto di Hormuz, la Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, in un messaggio diffuso in occasione della Giornata nazionale del Golfo Persico, ha minacciato gli Usa: “Non c’è posto qui per gli stranieri che provocano disordini da migliaia di chilometri di distanza, se non sul fondo di queste acque”.
Nel suo intervento, Khamenei ha affermato che la Repubblica islamica, attraverso una “nuova gestione” dello Stretto garantirà sicurezza e sviluppo all’intera regione, ponendo fine allo sfruttamento da parte dei “nemici” di questa rotta.
Khamenei demolisce il mito dei presunti garanti della sicurezza
La Guida Suprema ha sostenuto come sia ormai evidente, non solo all’opinione pubblica internazionale ma anche ai leader dei Paesi della regione, che la presenza militare americana e il suo “radicamento” nei territori del Golfo rappresentino “la causa principale dell’insicurezza”. Le basi Usa, ha concluso, sono incapaci di garantire persino la propria sicurezza, tanto meno quella dei Paesi alleati, definiti “dipendenti” e “adoratori dell’America”.
La posizione di Israele
L’azione militare di Stati Uniti e Israele contro l’Iran potrebbe riprendere presto. Nel corso di una cerimonia, il ministero della Difesa israeliano Israel Katz ha detto che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in coordinamento con il primo ministro Benjamin Netanyahu, sta guidando gli sforzi per raggiungere gli obiettivi della campagna, per garantire che l’Iran non diventi ancora una volta un pericolo. Tel Aviv non vede di buon occhio la soluzione diplomatica. La guerra viene vista come un’occasione per regolare i conti con lo storico rivale nell’area.
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