Bisceglie in Puglia, terra contesa e rimossa
Il Picchio, che non fa da colomba alle cerimonie, chiede alle filiere romane della politica della BAT e della Puglia dov’erano mentre Bisceglie scivolava in una zona grigia e paludosa, non la Terra di Mezzo di Tolkien, ma una terra contesa da appetiti criminali per la sua economia, traffici, cantieri.
Il malaffare non arriva sempre con la pistola, a volte passa dai varchi del trasversalismo politico e dalle sue opacità, metro dei piccoli interessi. Le relazioni della DIA avevano già segnalato, per la BAT, un quadro criminale eterogeneo, influenze esterne e, su Bisceglie, la pressione di sodalizi baresi. Ma a Roma certe relazioni si sfogliano come bugiardini, con poca memoria e distrazione.
Poi esplodono i colpi, viene ucciso un innocente, e tutti scoprono l’emergenza. Bisceglie e la Puglia diventano una lente della sicurezza nazionale, anche per il Parlamento, perché mostra cosa accade quando lo Stato rincorre, la politica rimuove e la sicurezza resta sospesa tra propaganda e imbarazzo ideologico. Parte della sinistra, sulla sicurezza, continua ad arrivare tardi, prima la sospetta, poi la studia, infine la convoca, quando la cronaca l’ha già convocata.
La Puglia necessita di cultura riformista e liberale, aria nuova nei partiti, ricambio, merito e trasparenza. Elementi in assenza dei quali, anche la legalità diventa parola da palco tra i silenzi. Ora si annuncia un posto di Polizia. Bene, ma non basta una targa sopra una coperta corta. Nel 2023 il già sindaco e consigliere comunale, avvocato Francesco Spina, aveva chiesto un distaccamento della Polizia di Stato. Perché quella richiesta non produsse un approfondimento politico e istituzionale, a partire dalla Prefettura dell’epoca? Perché non si trasformò in una strategia stabile di presidio, prevenzione e controllo del territorio?
La risposta non può essere simbolica. La sicurezza non si inaugura, si organizza. Vanno rafforzati gli organici dei commissariati di PS, in questo caso quello di Trani, per pattugliare l’area di Bisceglie con servizi dedicati e controllo del territorio in continuità operativa nelle ventiquattro ore, quindi anche nelle fasce più esposte. Nel desolante quadro della BAT e della Puglia, fuori da tatticismi e silenzi, va apprezzata l’esposizione dell’on. Claudio Stefanazzi, che ha raccolto l’allarme dei poliziotti del Siap e denunciato con forza l’escalation criminogena pugliese e salentina, subendo un pericoloso e persistente clima intimidatorio verso la propria famiglia.
Il Siap di Lecce, Brindisi, Taranto, Foggia e la Segreteria regionale da tempo denunciano la necessità di nuovi presidi, uomini, intelligence e mezzi per la sicurezza di una regione di frontiera e complessa. Bisceglie non si salva con il turismo politico dell’indignazione nel fine settimana. L’esperienza investigativa insegna che le terre contese si salvano accendendo luci su affari, appalti, silenzi e commistioni, rafforzando presidi, indagini, prevenzione e responsabilità pubblica. Il resto è scenografia per la scena del nulla. Il Picchio ha fiducia nell’impegno e nella competenza del Ministro Piantedosi, della Polizia di Stato e dell’Autorità Giudiziaria.
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