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Economia

Draghi: “Il compromesso con Trump non ha funzionato”

Il cuore del discorso ad Aquisgrana sulla sopravvivenza del modello sociale europeo messo a rischio dall'immobilismo decisionale

di Elizabeth Costello -


Draghi ad Aquisgrana: “L’Europa è sola, il compromesso con gli Usa non funziona più”. In un discorso destinato a segnare una svolta nel dibattito sull’autonomia strategica continentale, Mario Draghi ha tracciato un bilancio durissimo dei rapporti transatlantici e del futuro dell’Unione Europea.

Ricevendo il Premio Carlo Magno, l’ex premier italiano ha avvertito che l’epoca della dipendenza asimmetrica dagli Stati Uniti deve finire, poiché il mondo che conoscevamo è “defunto”.

Le parole sull’alleato americano: “Incrocio imprevedibile”

Draghi non ha usato giri di parole per descrivere il mutamento degli equilibri con Washington, definendo gli Usa un partner fondamentale ma profondamente cambiato.

La fine dell’illusione: “Il partner da cui ancora dipendiamo è diventato più conflittuale e imprevedibile. L’Europa ha cercato la negoziazione e il compromesso. Per lo più non ha funzionato”, così Draghi.

Soli insieme: “Per la prima volta a memoria d’uomo, siamo davvero soli insieme. Una postura pensata per de-escalare sta invece invitando ulteriore escalation”.

La trappola della dipendenza: Draghi ha sottolineato come la strategia di “tenere a bada le perturbazioni” abbia prodotto solo dipendenza: “Oggi, metà del capitale investito attraverso i fondi europei rifluisce negli Stati Uniti”.

Verso un’Europa assertiva: il “federalismo pragmatico”

Per Draghi, la risposta non è l’isolamento, ma una forza consapevole che permetta di trattare da pari a pari.

Oltre il compromesso: “Ogni volta che assorbiamo uno shock senza risposta, abbassiamo il costo di quello successivo”. L’Europa deve smettere di essere un “mercato passivo” per diventare un attore politico globale.

Difesa e potere: “Un’Europa in grado di difendersi potrebbe persino essere un alleato più prezioso. Una partnership fondata sulla forza reciproca sarà sempre più matura di una fondata sulla dipendenza asimmetrica”.

Il salto federale: l’ex presidente della Bce ha invocato un passaggio dalla confederazione alla federazione nei settori chiave: difesa, politica estera e politica industriale.

Il monito: “Non abbiamo diritti immutabili”

Il cuore del discorso ha riguardato la sopravvivenza del modello sociale europeo, messo a rischio dall’immobilismo decisionale.

La minaccia del declino: “Non abbiamo alcun diritto immutabile affinché la nostra società rimanga sempre come desideriamo. Dovremo combattere per mantenerla”.

L’unità di diagnosi: Draghi ha riconosciuto che, per la prima volta, esiste tra i governi e i cittadini una “unità di diagnosi” sulla gravità della situazione, il che rende possibile compiere scelte finora evitate.


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