L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Economia

La lettera di Meloni a Ursula: “Deroga al Patto per l’energia non solo per armi”

La richiesta della premier italiana apre una settimana di fuoco a Bruxelles: "Ci vuole buon senso"

di Giovanni Vasso -


Cara Ursula, Giorgia Meloni prende carta e penna e scrive una lettera a Ursula Von der Leyen: o ci accordate la deroga sul Patto di Stabilità per l’energia oppure niente piano Safe. La premier italiana mette la Commissione di fronte alla (grande) contraddizione di un governo europeo che si muove in una direzione che rischia di essere incomprensibile per i milioni di europei che s’attendono, piuttosto che droni e fucili, aiuti concreti (e non una disciplina rigida di bilancio) a fronte di una crisi tremenda che rischia di assestare la mazzata finale all’economia continentale.

Meloni, la lettera a Ursula von der Leyen e la deroga al Patto

Le parole della premier Meloni a Von der Leyen sono chiarissime e vanno nel senso della deroga al Patto di Stabilità. “Cara Ursula, l’Italia continuerà a fare la propria parte per rafforzare la sicurezza e la difesa europea. È una responsabilità che sentiamo profondamente, soprattutto nel contesto internazionale che stiamo vivendo. Continueremo a sostenere la necessità che l’Unione Europea investa di più nella propria sicurezza strategica e nella propria capacità di difesa. Ma oggi, agli occhi dei cittadini europei, esiste un’altra emergenza altrettanto concreta e immediata: quella energetica”. Ecco. Da qui occorre partire prima ancora che dalle guerre e dai prestiti ponte.

“Un segnale di buon senso”

“La crisi in Medio Oriente e le tensioni nello Stretto di Hormuz, che si aggiungono agli effetti dell’aggressione russa dell’Ucraina, stanno già producendo effetti pesantissimi e spesso asimmetrici sui prezzi dell’energia, sui costi per famiglie e imprese, sulla competitività del nostro sistema produttivo e sul potere d’acquisto dei cittadini”, ha proseguito Meloni nella lettera a Ursula von der Leyen. “In Italia e in molte nazioni europee cresce la preoccupazione di dover affrontare un nuovo shock economico e sociale dopo gli enormi sacrifici sostenuti negli ultimi anni. Per questo ritengo che l’Europa debba dare un segnale di coerenza, di buon senso e di vicinanza ai cittadini”.

La Difesa sì e l’Energia no?

Meloni prosegue il ragionamento espresso in una lettera che farà venir mal di testa agli eurocrati vicini a Ursula. “Se consideriamo giustamente la difesa una priorità strategica tale da giustificare l’attivazione della National Escape Clause, allora dobbiamo avere il coraggio politico di riconoscere che oggi anche la sicurezza energetica è una priorità strategica europea. E, in particolare, che lo straordinario incremento dei costi energetici che stiamo subendo rappresenta una circostanza eccezionale al di fuori del controllo degli Stati membri con pesanti ripercussioni sulle finanze pubbliche”.

Gli elettori (che non votano Ursula ma i governi)

La grande contraddizione è qui: “Non possiamo giustificare agli occhi dei nostri cittadini che l’Ue consente flessibilità finanziaria per sicurezza e difesa strettamente intese e non per difendere famiglie, lavoratori e imprese da una nuova emergenza energetica che rischia di colpire duramente l’economia reale. La sicurezza dell’Europa non si misura soltanto nella capacità militare. Si misura anche nella possibilità per le imprese di continuare a produrre, per le famiglie di sostenere i costi energetici, per gli Stati di garantire stabilità economica e sociale”. Meloni sta scrivendo nella sua lettera a Ursula che gli elettori protestano nelle urne. Cosa che la Commissione, non votata da nessuno, evidentemente s’è scordata.

Energia o armi?

“Non sfugge ad alcuno che una adeguata capacità produttiva in ambito di difesa si poggia necessariamente su una economia solida e in salute. Sostenere le imprese e le famiglie ad affrontare il caro energia renderebbe le nostre economie più forti e quindi anche maggiormente in grado di rafforzare la propria capacità difensiva”, scrive ancora Meloni nella lettera a Ursula Von der Leyen. “Per questa ragione, l’Italia ritiene necessario estendere temporaneamente il campo di applicazione della National Escape Clause già prevista per le spese di difesa anche agli investimenti e alle misure straordinarie necessarie per fronteggiare la crisi energetica in corso, senza modificarne i limiti massimi di scostamento già previsti”.


Torna alle notizie in home