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Sicurezza

Tiani (Siap): “Non si può scaricare sui lavoratori pubblici il costo della crisi del regionalismo sanitario”

di Andrea Scarso -


Il tavolo si riaprirà il 26 maggio

Riprenderanno il 26 maggio le trattative per il rinnovo contrattuale del personale delle Forze di polizia e militari. Per il personale in divisa l’aumento medio lordo previsto è di 171,31 euro. Una cifra che, sulla carta, rappresenta un passo avanti dopo anni di stallo ma che in alcuni regioni rischia di sgonfiarsi ancora prima di arrivare in busta paga.

L’addizionale Irpef regionale mangia gli aumenti

A sollevare il problema è Giuseppe Tiani, segretario generale del Siap, in una dichiarazione rilasciata a VoceLibera. Il nodo è quello delle addizionali Irpef regionali, che variano sensibilmente da regione a regione e rischiano di trasformare un aumento lordo in un miglioramento netto assai più modesto. Il caso più recente è la Puglia, dove è stato annunciato l’innalzamento dell’aliquota fino al 3,33%. Secondo Tiani, questo si traduce in “un aggravio medio stimato tra 4,17 e 66,62 euro mensili”, che “per molti poliziotti, finirà per erodere oltre un terzo e forse più, degli aumenti contrattuali”. Nella fascia più colpita, l’aumento diventa quasi simbolico.

Un problema strutturale, non solo pugliese

Tiani è esplicito: “Il caso pugliese non è isolato”. Piemonte, Toscana e Lazio applicano già aliquote molto elevate. Il risultato è una disparità crescente tra lavoratori dello Stato a seconda della regione in cui vivono, una stortura difficile da giustificare per chi svolge le stesse funzioni, con gli stessi rischi, su tutto il territorio nazionale. Non si tratta di una questione marginale. È una questione di equità retributiva. E di rispetto verso categorie che attendono da anni un degno rinnovo contrattuale.

Serve una risposta nazionale

La posizione del Siap è netta: “Serve una riflessione nazionale seria”, scrive Tiani, “non si può continuare a scaricare sui redditi dei lavoratori pubblici il costo della crisi del regionalismo sanitario”. Le addizionali regionali sono spesso lo strumento con cui le regioni in difficoltà finanziaria, in particolare quelle con i conti della sanità fuori controllo, compensano i propri deficit. A pagare, in questo caso, sono anche i poliziotti. Il 26 maggio le trattative riprenderanno. Rimaniamo quindi in attesa di scoprire se i lavoratori in divisa riusciranno ad avere finalmente una retribuzione all’altezza del loro lavoro.

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