Tradizione e innovazione nella medicina oncologica. Il congresso a Roma
All’Università Pontificia Salesiana di Roma, si è tenuto il 12° Congresso Internazionale ARTOI insieme al 2° Congresso SIO Europe. Tre giorni che hanno visto oltre 420 partecipanti, 170 relatori internazionali, 40 presentatori di poster e delegazioni provenienti da circa 40 Paesi.
Il titolo scelto, “From Ancient Wisdom to Modern Integration: Bridging Millennia of Healing”, rappresenta l’interessante visione del congresso: l’oncologia integrativa non si oppone alla medicina convenzionale, ma la completa. Medicina di precisione, terapie innovative, ricerca traslazionale, impatto delle terapie integrate sulla qualità della vita: sono stati questi i filoni principali, affrontati in sessioni plenarie e workshop che hanno coinvolto oncologi, infermieri, ricercatori e specialisti delle cure integrate.
I lavori erano già stati anticipati da una sessione dedicata alle delegazioni mediche internazionali, con un approccio multidisciplinare che ha orientato il tono dell’intero congresso.
La persona al centro, non solo la malattia
Il punto di convergenza tra tutti gli interventi è stato la medicina personalizzata. Il Presidente della Fondazione ARTOI, il Dott. Massimo Bonucci, l’ha definita come “una medicina costruita sulla conoscenza profonda dell’individuo e capace di riconoscerne l’unicità biologica e umana”. Una definizione che riporta il paziente con la sua storia, il suo corpo e il suo contesto, al centro del ragionamento clinico.
Non è un principio nuovo, ma enunciarlo in questo contesto dice qualcosa di importante: l’intenzione è quella di un modello di cura che non riduca più la persona esclusivamente al suo referto.
Sul fronte istituzionale, erano presenti l’eurodeputato Dario Nardella, il vicepresidente della Commissione Affari Sociali e Salute della Camera Luciano Ciocchetti, e il Presidente del Consiglio Regionale del Lazio Antonello Aurigemma. Quest’ultimo ha sottolineato la necessità di “coniugare ricerca, multidisciplinarità e umanizzazione delle cure”. Era presente anche EUROCAM, attiva presso il Parlamento Europeo sul fronte delle medicine complementari e integrate.
Un appuntamento scientifico in un contesto geopolitico difficile
In un periodo segnato da tensioni internazionali profonde, il Congresso è riuscito a riunire professionisti e comunità scientifiche provenienti anche da Paesi coinvolti in conflitti. Questo è un segnale che conferma come la cooperazione scientifica regga spesso anche dove altri canali si interrompono, e l’oncologia integrativa, per la sua vocazione interdisciplinare e internazionale, offre un terreno su cui questo dialogo è ancora possibile.
Bonucci ha concluso i lavori con una dichiarazione che guarda avanti: “Questo Congresso non rappresenta la fine di un percorso, ma la continuazione di un movimento fondato sulla scienza, sulla compassione, sulla cooperazione e sulla speranza”.
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