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Roma

Roma sotto ostaggio, 75 mila persone in strada tra derby e Internazionali

di Ada Novembre -


​Alla fine il braccio di ferro istituzionale si è risolto nell’unico modo in cui purtroppo si risolvono queste vicende: seguendo la logica del profitto.
​Il TAR del Lazio ha rimandato la decisione alla trattativa, e davanti al peso economico di 5 partite in contemporanea per la volata Champions e al miliardo di euro dei diritti TV, le autorità di Pubblica Sicurezza hanno fatto marcia indietro. Il Derby si giocherà domenica 17 maggio alle 12:00, e la finale degli Internazionali di Tennis alle 17:00.
​Mettiamo in fila i numeri per capire l’entità di questa scommessa sulla pelle della città:
​65.000 tifosi per il calcio e oltre 10.000 spettatori per il tennis.
​Zero ore di distacco reale: i flussi di chi esce dallo stadio si incroceranno inevitabilmente con chi affluisce al Foro Italico.

​Il paradosso: Fino a ieri la stessa Prefettura dichiarava questo scenario “impossibile da gestire per l’ordine pubblico”. Oggi, magicamente, le priorità sono cambiate e il rischio è diventato accettabile.
​Questo dietrofront dimostra chiaramente quali siano le reali priorità di chi prende le decisioni. Quando il business chiama, la tutela della vivibilità urbana e la linearità della sicurezza arretrano, lasciando che l’enorme carico della responsabilità ricada sulla gestione d’emergenza delle forze dell’ordine e sulla speranza che la cittadinanza dimostri totale maturità.
​L’auspicio di tutti, cittadini e appassionati sani, è che le misure straordinarie e il raddoppio dei contingenti disposti dalla Questura funzionino alla perfezione e che sia una giornata di sola festa sportiva.
​Ma in casi come questo, dove le logiche d’interesse scavalcano la prudenza, la regola d’oro non cambia: sperare nel meglio, prepararsi al peggio.

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