Una notte per l’Europa: i musei aprono le porte al calar del sole
Il 23 maggio torna la Notte europea dei musei, giunta alla sua ventiduesima edizione. In Italia ingresso simbolico a un euro, eventi straordinari e un boom di presenze che conferma la rinascita del turismo culturale
Un’iniziativa che compie 20 anni
Sabato 23 maggio, torna per la sua ventiduesima edizione la Notte europea dei musei, e l’Italia vi partecipa con le aperture straordinarie di musei e luoghi della cultura statali. L’evento nasce nel 2005 per iniziativa del Ministero della Cultura francese e, nel tempo, è diventata uno degli appuntamenti più attesi di sempre, con il patrocinio dell’Unesco, del Consiglio d’Europa e dell’Icom, l’organismo internazionale che riunisce i maggiori professionisti del settore museale
La notte europea dei musei: l’Italia sempre in prima fila
Il Ministero della Cultura italiano aderisce ogni anno alla manifestazione con un’offerta decisamente capillare: dalle grandi istituzioni alle realtà periferiche, i luoghi della cultura statali aprono le porte oltre i consueti orari, al costo simbolico di un euro – fatte salve le gratuità già previste dalla normativa vigente.
Le aperture straordinarie sono arricchite inoltre da concerti, visite guidate tematiche, performance artistiche e laboratori didattici pensati per un pubblico eterogeneo: dai single, alle famiglie con bambini, dagli studenti agli anziani, ma soprattutto per i turisti. A Roma, i Musei Civici di Roma Capitale rimangono accessibili dalle 20.00 alle 2.00 di notte, con ultimo ingresso all’1.00. Il biglietto per i residenti della città metropolitana è fissato a un euro.
Tra i musei coinvolti: i Musei Capitolini, l’Ara Pacis, i Mercati di Traiano, Villa Torlonia e la Galleria d’Arte Moderna. A Firenze, la Galleria degli Uffizi apre straordinariamente il secondo piano, una sezione normalmente meno frequentata di uno dei complessi museali più celebri al mondo. A Bologna aderiscono 54 musei e spazi culturali distribuiti in 14 Comuni della città metropolitana, con 80 appuntamenti tra aperture serali, visite guidate e attività per bambini.
Castel Sant’Angelo, il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, la Casa Pasolini: anche la capitale propone un programma articolato e geograficamente omogeneo, variegato e ben distribuito.
Un patrimonio in crescita
Nel nostro Paese il sistema museale italiano sta vivendo una fase di crescita senza precedenti. Nel 2024, i musei e i parchi archeologici statali hanno registrato oltre 60 milioni di ingressi, con introiti pari a 328 milioni di euro, in crescita del 23% rispetto all’anno precedente. Un risultato che supera persino i livelli pre-pandemia: nel 2019 i visitatori erano stati 54,8 milioni. Il trend positivo è proseguito nel 2025, con oltre 70 milioni di presenze nei primi nove mesi dell’anno, segnando un incremento stimato del 12% rispetto al 2024. Il settore culturale vale oggi oltre il 5% del Pil nazionale e impiega circa 1,3 milioni di persone.
La cultura come un bene comune
La Notte europea dei musei non è considerarsi soltanto un’occasione per visitare luoghi che di solito restano chiusi al calar del sole: è una grande opportunità anche riflessiva sul valore della cultura come bene collettivo e come grande opportunità di crescita personale. In un continente che attraversa continuamente tensioni sociali e frammentazioni identitarie, i musei restano punti di riferimento e luoghi di incontro, di confronto, di narrazione condivisa. Non a caso il tema della Giornata Internazionale dei Musei 2026, celebrata pochi giorni prima il 18 maggio, è stato “Musei che uniscono un mondo diviso”. Una formula che suona quasi come un programma politico, e che trova nella Notte europea la sua declinazione più popolare, ma accessibile a chiunque.
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