L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Esteri

Janez Janša torna al comando. Il quarto mandato che ridisegna Lubiana

Janša il leader di destra, estimatore di Trump e Orbán, filoisraeliano convinto. Il ritorno di Janša ridisegna gli equilibri politici di Lubiana.

di Gianluca Pascutti -


Il Parlamento sloveno ha eletto Janez Janša come nuovo primo ministro, consegnandogli il quarto mandato della sua lunga e controversa carriera politica. Con una maggioranza risicata ma sufficiente, l’Assemblea nazionale ha riportato al potere il leader della destra nazionalista, figura centrale della politica slovena dagli anni Novanta e capace, ancora una volta, di imporsi dopo settimane di trattative serrate.

La sua elezione arriva in un momento di forte polarizzazione interna, da un lato chi vede in Janša un garante di stabilità e sicurezza, dall’altro chi teme un ritorno a toni duri nei confronti dei media, delle istituzioni indipendenti e delle opposizioni. Il suo partito, lo SDS, ha ricomposto un asse politico che unisce destra tradizionale e forze conservatrici emergenti, permettendogli di superare lo stallo post‑elettorale.

Un leader divisivo che torna al centro della scena

A 67 anni, Janša si ripresenta con un profilo ormai consolidato, nazionalista, incline a un linguaggio diretto e a un rapporto spesso conflittuale con la stampa. La sua figura resta una delle più polarizzanti dell’Europa centro‑orientale, anche per le sue posizioni filo‑atlantiste e per la vicinanza politica a leader conservatori internazionali. Estimatore di Donald Trump e con una consolidata vicinanza ideologica al primo ministro ungherese Viktor Orbán, Janša ha anche posizioni fortemente filoisraeliane.

Il suo ritorno al governo apre una fase nuova per la Slovenia, che dovrà misurarsi con un’agenda interna ambiziosa, riforme economiche, gestione dei flussi migratori, sicurezza energetica e un ruolo più marcato nei dossier europei. Janša punta a rafforzare la presenza del Paese nei tavoli UE, con un approccio più identitario e meno conciliante rispetto ai governi precedenti.

Le sfide immediate del nuovo esecutivo

Il nuovo governo dovrà affrontare fin da subito tre nodi centrali, la stabilità della coalizione, fragile e costruita su equilibri delicati, la gestione dell’inflazione e del costo della vita, tema molto sentito dall’elettorato e il rapporto con Bruxelles, che osserva con attenzione l’evoluzione dello stato di diritto nel Paese Janša promette un esecutivo “efficiente e pragmatico”, ma la sua leadership sarà messa alla prova dalla necessità di mantenere unito un fronte politico eterogeneo.

Una Slovenia che cambia volto

La rielezione di Janša segna un passaggio politico significativo. La Slovenia torna a essere guidata da una figura forte, capace di polarizzare e mobilitare. Il suo quarto mandato non è solo un ritorno, ma un nuovo capitolo che potrebbe ridefinire gli equilibri interni e il ruolo del Paese in Europa.


Torna alle notizie in home