L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Turismo

L’anima golosa del Monferrato on stage si riscopre tra le note di grandi artisti

di Simone Pasquini -


Il Monferrato possiede una qualità rara. Resiste alla tentazione remunerativa della caricatura turistica costruita per chi arriva, fotografa due colline e riparte convinto di avere scoperto l’Italia autentica. Qui il paesaggio conserva una durezza agricola vera, fatta di piazze che la sera odorano di vino e sedie tirate fuori all’ultimo momento. Forse è anche per questo che Monferrato On Stage 2026 continua a funzionare dopo undici edizioni. La musica diventa una scusa intelligente per portare la gente dentro luoghi che non hanno bisogno di inventarsi niente.

Il festival è ripartito da Lauriano, nel torinese, e già la scelta racconta molto bene lo spirito della rassegna. Niente località costruite per sembrare instagrammabili. Piazza Risorgimento arriva appena restaurata e invece di inaugurarsi con il solito discorso istituzionale impolverato, si riempie di amplificatori, bicchieri e facce autentiche. Sul palco salgono Giuseppe Scarpato, Ivano Zanotti e Mario Guarini con “Storie di Rock’n’Roll”, spettacolo che attraversa decenni di musica italiana partendo dai racconti di chi la musica l’ha vissuta davvero accanto a nomi enormi come Ligabue, Bennato, Baglioni o Loredana Bertè.
Monferrato On Stage evita il provincialismo folcloristico che spesso rovina gli eventi territoriali. Qui il territorio resta protagonista ma smette di comportarsi da sagra che si vergogna della propria provincia e prova a sembrare Milano per una sera. Il Monferrato resta Monferrato. Vino serio. Cucina concreta. Piazze che non hanno bisogno di storytelling da agenzia di comunicazione per funzionare.

Anche la parte gastronomica mantiene questo equilibrio. La Pro Loco di Lauriano lavorerà sui prodotti locali mentre il vino parlerà soltanto monferrino grazie al sostegno del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato. Una scelta precisa, quasi politica, in un periodo dove parecchi festival sembrano supermercati dell’enogastronomia incapaci di raccontare un’identità chiara.

Dentro la serata entra anche la fotografia musicale di Henry Ruggeri con “Pictures of You – On the road”. Le immagini dedicate ai giganti del rock internazionale acquistano movimento attraverso contenuti video firmati da Massimo Cotto, voce storica del giornalismo musicale italiano scomparso lo scorso anno. Qui finalmente la tecnologia smette di fare la cameriera del marketing e diventa racconto. Interessante pure la presenza di Pablo T, artista che da anni lavora sull’astrattismo extrasensoriale e che porterà le proprie opere dentro la piazza come sfondo visivo del concerto. Il festival continuerà poi attraversando Asti, Alessandria e Torino fino alla fine di agosto, però il punto vero resta un altro. Monferrato On Stage funziona perché conserva una dimensione umana che parecchi eventi musicali hanno perso da tempo.

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