Ben Gvir isolato pure da Herzog, il gelo Idf
Il ministro della Sicurezza sempre più arroccato nel consenso radicale di cui Netanyahu non può fare a meno
Un fermo immagine del video diffuso giorni fa dal ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir. Mostra gli attivisti della Flottiglia fermati dalla marina militare israeliana detenuti nel porto di Ashdod, inginocchiati e bendati
Ben Gvir sempre più isolato: lo scontro frontale con Herzog e il gelo dei vertici militari. il ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben Gvir ormai apertamente “scaricato” non solo dalle cancellerie internazionali, ma anche dalle massime istituzioni dello Stato di Israele: la presidenza e l’apparato di sicurezza.
Il duro affondo di Isaac Herzog
Il punto di rottura più evidente è emerso durante la cerimonia del Premio per l’Unità di Gerusalemme di domenica. Il presidente Isaac Herzog ha pronunciato un discorso durissimo contro la “brutalizzazione” delle frange estremiste della società israeliana.
erzog ha definito le violenze dei coloni in Cisgiordania come atti di una “folla anarchica” e ha tracciato una “linea rossa” morale. Così avvertendo che l’abuso dei detenuti è un atto barbarico che tradisce i valori ebraici e nazionali. Uun chiaro riferimento ai video diffusi da Ben Gvir mentre derideva gli attivisti della Global Sumud Flotilla.
La replica di Ben Gvir è stata immediata e sprezzante, arrivando a dichiarare che un presidente che definisce i cittadini israeliani “bruti” non è degno di ricoprire il suo incarico.
Il conflitto con l’Idf e l’apparato di sicurezza
Il solco tra Ben Gvir e i vertici militari è altrettanto profondo. Il ministro degli Esteri, Gideon Sa’ar, ha accusato apertamente Ben Gvir di aver vanificato gli sforzi diplomatici e professionali compiuti dai soldati dell’Idf e dai funzionari del ministero. E ha definito le sue “parate trionfanti” ad Ashdod come una performance vergognosa: “Tu non sei il volto di Israele”, gli ha rinfacciato.
Anche all’interno dei servizi di sicurezza il clima è di scontro aperto. Nello Shin Bet il l tentativo del governo di licenziare il capo del servizio, Ronen Bar, è stato vissuto come un attacco politico alla professionalità dell’agenzia. Bar ha accusato il governo di voler trasformare lo Shin Bet in una milizia personale e di ostacolare indagini sensibili.
Tensioni si sono registrate anche con il Capo di Stato Maggiore Eyal Zamir, il quale ha espresso forti dubbi sui piani di occupazione di Gaza promossi dall’ala oltranzista dell’esecutivo, portando a frizioni dirette con l’ufficio del Premier e i suoi alleati di destra.
Un isolamento sistemico
Persino il primo ministro Netanyahu, per preservare la residua credibilità internazionale, è stato costretto a prendere le distanze dal suo ministro, dichiarando che il trattamento riservato agli attivisti bendati e umiliati nel porto di Ashdod “non è in linea con i valori di Israele”.
Ben Gvir, ormai un ministro sempre più arroccato nel suo consenso elettorale radicale. Ma strutturalmente in conflitto con i “custodi” delle istituzioni israeliane che vedono nelle sue azioni una minaccia alla tenuta democratica e alla sicurezza dello Stato.
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