L’Europa ascolta l’Italia e sospende i dazi sui fertilizzanti
La questione dello Stretto di Hormuz e il conflitto in Medio Oriente stanno rendendo i mercati globali sempre più instabili e volatili, facendo schizzare non solamente i prezzi di energia e carburanti ma anche quelli dei fertilizzanti. Un incremento notevole che sta facendo preoccupare, e non poco, il mondo della agricoltura del Vecchio Continente.
In questo contesto, dunque, l’Unione Europea ha deciso di correre ai ripari e nei giorni scorsi il Consiglio Ue ha dato il via libera alla sospensione per la durata di un anno dei dazi doganali sui principali fertilizzanti a base di azoto, inclusi componenti fondamentali come l’urea e l’ammoniaca (la misura non si applica alle importazioni provenienti da Russia e Bielorussia, ndr).
La decisione punta a mitigare l’impatto dei costi di produzione per gli agricoltori europei e per tutto il settore primario, trovando la soddisfazione di Palazzo Chigi che da tempo spingeva in questa direzione: “È un risultato importante che l’Italia e il governo guidato da Giorgia Meloni hanno richiesto con forza e determinazione fin dallo scorso gennaio e che oggi finalmente portiamo a casa. Una misura concreta che tutela la competitività delle nostre imprese agricole, alleggerisce i costi di produzione e rafforza la sovranità alimentare europea e rende le nostre imprese meno esposte all’aumento dei prezzi.
Continueremo a lavorare con la stessa fermezza per difendere il nostro comparto agroalimentare, sostenere chi produce qualità e garantire un futuro più competitivo e autonomo all’agricoltura italiana ed europea”, ha sottolineato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. La sospensione dei dazi sui fertilizzanti ha registrato in molti casi la soddisfazione anche delle associazioni agricole, seppur con sfumature variegate.
“Lo stop ai dazi, che incidono in media per il 6% dei costi, è una boccata d’ossigeno importante in un momento di grande difficoltà del settore”, ha spiegato Confagricoltura, che tuttavia ribadisce “la necessità di un piano più ambizioso per contrastare l’attuale situazione, con interventi immediati sulla tassazione e il Cbam e altre misure a lungo termine”.
Questa, invece, la posizione di Copagri: “A questo primo passo, che premia l’impegno del governo e accoglie le richieste della Copagri, devono ora seguire altri interventi per alleggerire il carico di aumenti che grava sulle spalle dei produttori agricoli per l’acquisto di input produttivi che sono fondamentali; per queste ragioni, oltre a valutare l’utilizzo di fertilizzanti alternativi, a partire dal digestato, bisogna nel frattempo continuare a lavorare per sospendere l’applicazione del Cbam, che colpisce le importazioni di prodotti a base di carbonio dai quali dipende direttamente la produzione e la disponibilità di alimenti”, ha sottolineato il presidente Tommaso Battista.
I prezzi dei fertilizzanti, infatti, già aumentati del 60% alla fine dello scorso anno e poi ulteriormente cresciuti del 40% ad aprile 2026, costituiscono una voce importante del bilancio delle aziende agricole, arrivando a rappresentare anche un terzo dei costi di produzione totale: “Non a caso – chiosano da Copagri – sempre più aziende decidono di ridurre le superfici coltivate o orientare le semine verso colture meno esigenti in termini di fertilizzanti, ovvero meno esposte alla loro scarsità e alle bizze dei mercati”.
Duro e critico con Bruxelles, infine, il commento di Coldiretti e Filiera Italia: “Senza lo stop al Cbam, la sospensione per un anno dei dazi su ammoniaca, urea e altri fertilizzanti azotati essenziali, è una misura inadeguata che evidenzia ancora una volta l’incapacità della Commissione Ue di abbandonare una visione ideologica distorta e dare le risposte necessarie per tutelare gli agricoltori colpiti dalla crisi energetica e dai rincari”.
E, sempre a proposito di fertilizzanti, non si muove solamente l’Unione Europea.
Il ministro della Agricoltura Lollobrigida infatti ha annunciato il riconoscimento di un credito di imposta, in ragione del 30%, finanziato con 40 milioni di euro che andrà a sostenere l’acquisto dei fertilizzanti compiuti nei mesi di marzo, aprile e maggio.
Insomma, qualcosa si muove a favore degli agricoltori italiani, nella speranza che il conflitto in Medio Oriente e i suoi effetti geopolitici ed economici si esauriscano quanto prima.
Torna alle notizie in home