Delitto di Garlasco, la difesa di Andrea Sempio prova a smontare le accuse
La difesa di Andrea Sempio ha depositato una serie di consulenze tecniche e una memoria difensiva per smontare l’impianto accusatorio della Procura di Pavia sul delitto di Garlasco. Al centro della strategia dei legali ci sono tre punti chiave: i soliloqui intercettati, l’impronta della scarpa trovata sulla scena del crimine e la traccia palmare 33. Secondo gli avvocati di Sempio le proprie consulenze dimostrerebbero che gli elementi raccolti dagli inquirenti non sarebbero sufficienti a collegare il loro assistito all’omicidio di Chiara Poggi. Tra gli elementi ritenuti centrali dalla Procura ci sono i monologhi registrati durante alcune intercettazioni ambientali. Per la difesa, tuttavia, quei soliloqui non possono essere interpretati come ammissioni di colpevolezza. “Non hanno alcuna natura confessoria”, ha spiegato l’avvocato Liborio Cataliotti, uno dei difensori di Sempio.
I soliloqui
La difesa individua tre motivi principali. Il primo riguarda il contesto delle conversazioni: nel monologo del 14 aprile 2025, Sempio avrebbe detto a un’amica “Qui ci ascoltano, cioè siamo intercettati”, frase che secondo i legali dimostrerebbe la consapevolezza di essere sotto controllo. Il secondo elemento, secondo i legali, è l’assenza di dettagli inediti rispetto alle discussioni già presenti online sul caso Garlasco. La procura di Pavia la pensa però diversamente. Infine, la difesa sostiene che Andrea Sempio avrebbe semplicemente riprodotto “dialoghi virtuali” letti nei social e nei forum dedicati al delitto.
L’impronta della scarpa e quella palmare
Altro punto contestato riguarda l’impronta attribuita a una scarpa Frau trovata sulla scena del crimine. Secondo la consulenza depositata dai difensori, l’impronta sarebbe compatibile con un piede largo circa 9,5 centimetri, con una tolleranza massima di mezzo centimetro. Le misurazioni effettuate dalla Procura attraverso rilievi tridimensionali coordinati dalla dottoressa Cristina Cattaneo avrebbero invece evidenziato che il piede di Sempio misura tra gli 11,5 e i 12 centimetri. Nel mirino dei consulenti difensivi anche la cosiddetta “traccia 33”, una delle impronte palmari analizzate nel corso delle indagini. Secondo loro l’impronta “non è identificabile” e soprattutto non sarebbe riconducibile all’azione omicidiaria.
L’orario del delitti di Garlasco e la linea della difesa di Sempio
Gli investigatori collocano la morte di Chiara Poggi in una finestra temporale compresa tra le 9.12 e le 12.30 del 13 agosto 2007. In particolare, secondo gli inquirenti esisterebbero due fasce orarie compatibili con l’azione dell’assassino. La difesa sostiene però che tali orari sarebbero incompatibili con la presenza di Andrea Sempio nella villetta di via Pascoli. Al momento non sarebbe previsto alcun interrogatorio per del nuovo indagato dopo la chiusura delle indagini notificata lo scorso 7 maggio. La strategia difensiva sembra puntare soprattutto sul piano tecnico-scientifico, attraverso le consulenze di parte. Oltre a quelle depositate ieri, si attende ancora la consulenza sulla personalità dell’indagato, che dovrebbe contestare le valutazioni personologiche delegate dalla Procura ai carabinieri del Racis. Che comunque, secondo i difensori, quell’analisi “non ha alcun valore di prova”.
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