Ravello rallenta il lusso a tutte le ore e il Caruso rimette il silenzio al centro
Dal sito di Hotel Caruso (https://www.belmond.com/hotels/europe/italy/amalfi-coast/belmond-hotel-caruso/)
di Angelina De Santis
A Ravello capita una cosa curiosa. Gente abituata a parlare troppo resta zitta davanti alla piscina del Caruso, A Belmond Hotel, Amalfi Coast. Succede verso sera, quando la luce si abbassa sulla valle e il bordo dell’acqua sembra sparire dentro il cielo. Qualcuno tiene ancora in mano il cocktail, qualcun altro finge di controllare il telefono, poi lentamente si arrendono tutti allo stesso spettacolo. Il silenzio. Roba rarissima nel turismo di lusso contemporaneo, che ormai vive come un bambino viziato sotto zucchero filato e musica lounge.
Un lusso italiano che preferisce accompagnare invece di mettersi in mostra
Il Caruso evita parecchie trappole dell’hôtellerie internazionale perché conserva una certa misura italiana. Le cabane private affacciate sulla piscina, il servizio attento, la calma con cui arrivano i piatti a pranzo restituiscono l’idea di un lusso che preferisce accompagnare invece di mettersi in mostra. Nessun personale impegnato a recitare il copione del resort spirituale per milionari esausti. Qui l’eleganza resta una faccenda semplice. Farti stare bene e sparire subito dopo.
Durante il giorno la piscina cambia carattere. Al mattino la foschia sale dalla Costiera e Ravello sembra galleggiare sopra il Tirreno. Nel pomeriggio il sole schiaccia i colori delle ceramiche, delle bouganville, dei limoni lasciati sui tavoli. La sera riporta freschezza e quiete. Cinema all’aperto, nuotate sotto la luna, ma anche la semplice contemplazione del cielo, sono attività che altrove rischiano il tono ridicolo del villaggio turistico di lusso e che qui trovano invece una naturalezza quasi disarmante.
L’ozio creativo che al Caruso prende finalmente una forma concreta
Anche il famoso ozio creativo, espressione spesso violentata da consulenti motivazionali e brochure wellness scritte da gente convinta che respirare sia un’esperienza immersiva, al Caruso prende finalmente una forma concreta. Si impasta la pasta fresca, si assaggia un limoncello fatto come Dio comanda, si dipinge, si passeggia nei giardini terrazzati che scendono lungo la collina con quella bellezza irregolare tipica della Costiera Amalfitana. Nessuno ti obbliga a partecipare o a trasformare il relax in una gara di equilibrio emotivo.
Anche la cucina segue questa idea di lentezza mediterranea. Il legame con il Cilento e con la Dieta Mediterranea attraversa parecchie esperienze del Caruso, dagli incontri con produttori locali fino all’Agorà prevista a settembre. Finalmente la parola territorio smette di stare appesa nei menu come un soprammobile lessicale buono per turisti americani e torna a coincidere con persone vere e mani che lavorano.
Fuori dall’Hotel Caruso: il mare, i gozzi e il coraggio di rallentare
Fuori dall’hotel il mare aspetta con quella calma antica che la Costiera conserva ancora in certi orari. I gozzi in legno portano verso Capri, Positano e piccoli tratti di costa dove il rumore resta lontano. Poi si rientra a Ravello, magari tardi, quando la piscina è quasi vuota e il vento muove appena le candele sui tavoli. Qui c’è ancora il coraggio di rallentare.
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