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Esteri

Usa-Iran, weekend di attacchi incrociati dopo il no al memorandum

Missili e droni contro base in Kuwait mentre cresce la pressione di Israele sul Libano

di Flavia Romani -


Si alza nuovamente la tensione in Medio Oriente dopo la dura controproposta avanzata dagli Usa all’Iran nel tentativo di raggiungere un accordo sulla sicurezza del Golfo e sul programma nucleare di Teheran. Secondo fonti diplomatiche, il presidente americano Donald Trump avrebbe respinto il memorandum presentato dagli iraniani, giudicandolo insufficiente e privo di garanzie concrete sul controllo dell’uranio arricchito e sul ridimensionamento delle attività nucleari.

Usa-Iran, Washington chiede condizioni più rigide

Washington ha chiesto condizioni più rigide, pretendendo impegni precisi e verificabili da parte della Repubblica islamica. Trump attende una risposta ufficiale entro i prossimi tre giorni. Il presidente Usa avrebbe ribadito la necessità di un accordo “chiaro e definitivo”, escludendo ulteriori concessioni senza un cambio di atteggiamento da parte di Teheran.

Dal canto loro, gli ayatollah hanno reagito con freddezza, sostenendo di non fidarsi più “delle promesse del nemico”. L’Iran ha inoltre annunciato il potenziamento delle proprie capacità militari con la presentazione di una nuova “nave-mosquito”. Si tratta di un’imbarcazione veloce armata con missili Cruise in grado di colpire obiettivi fino a 700 chilometri di distanza.

Giorni di attacchi e contrattacchi e attenzione al fronte libanese

Nelle stesse ore la crisi si è aggravata anche sul piano militare. All’alba sono stati lanciati missili contro il Kuwait. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CentCom) ha confermato di aver condotto nel weekend raid mirati contro radar e centri di comando di droni iraniani nella zona di Goruk e sull’isola di Qeshm. Secondo Washington, gli attacchi sono stati effettuati “per autodifesa” dopo l’abbattimento di un drone americano MQ-1 che sorvolava acque internazionali.

Teheran ha replicato sostenendo di aver distrutto una base Usa da cui sarebbe partito uno dei raid aerei dell’Iran.

Intanto cresce la pressione anche sul fronte libanese. Israele ha annunciato di aver conquistato il castello strategico di Beaufort e di essere avanzato per circa 25 chilometri oltre il fiume Litani con l’obiettivo di isolare Hezbollah. “Stiamo estendendo la nostra presa”, ha dichiarato il premier Benjamin Netanyahu.


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