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Esteri

Ucciso in Libano un casco blu, Unifil condanna: “Basta violenze”

Si tratta di un militare di nazionalità serba. Ci sono pure due feriti. La solidarietà del Capo di Stato maggiore italiano Portolano

di Cristiana Flaminio -


Unifil ha confermato che un casco blu è stato uccisi e altri due militari sono rimasti feriti a seguito di un attacco a colpi di mortaio nel Sud-Est del Libano, a Marjayoun. A perdere la vista è stato un soldato serbo. Adesso le Nazioni Unite chiedono con forza l’apertura di un’inchiesta per fare piena luce attorno all’ennesimo incidente che è costato la vita a un militare nell’area “cuscinetto” tra Libano e Israele. La missione chiede, inoltre, che cessino le violenze.

Ucciso un casco blu in Libano

Dopo le anticipazioni di Afp, è arrivata la conferma da parte di Unifil. Un casco blu è stato ucciso in Libano, altri due sono rimasti seriamente feriti. E ora la misura è colma. In pochi mesi si è già allungato, fin troppo, il conto dei soldati caduti nell’ambito della missione. La richiesta è netta: “L’Unifil ha rilevato un numero sempre più elevato di traiettorie e impatti nel Libano meridionale. La violenza deve cessare”. Il sospetto, pesantissimo, è che si spari apposta sui caschi blu. “Gli attacchi deliberati contro le forze di pace costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza e possono costituire crimini di guerra”.

La solidarietà dell’Italia

Le forze armate italiane non restano indifferenti di fronte all’ennesimo casco blu ucciso in Libano. Il capo di Stato maggiore della Difesa, il generale Luciano Portolano, ha affidato a un post sui social la solidarietà e il cordoglio dell’Italia. “A nome delle Forze Armate Italiane, desidero esprimere le più sentite condoglianze a seguito dei tragici eventi della scorsa notte, quando una base di Unifil nel Settore Est è stata colpita da fuoco di mortaio. Causando la morte di un casco blu serbo”. E ancora: “In questo momento di profondo dolore, i nostri pensieri sono con la famiglia del soldato caduto e con le Forze Armate Serbe, a cui esprimiamo la nostra sincera solidarietà. L’Italia è al fianco di tutto il personale Unifil che continua a operare con professionalità e coraggio, impegnato nella causa della pace”.


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