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Esteri

Cessate il fuoco tra Israele e Libano, colloqui dal 22 giugno

L'annuncio congiunto, poi le polemiche. L'Idf colpisce, Hezbollah minaccia

di Martino Tursi -


Israele e Libano hanno “accettato di implementare un cessate il fuoco” ma intanto l’Idf continua a colpire nell’area. L’intesa tra Tel Aviv e Beirut, con la mediazione degli Stati Uniti, fa da preludio a un nuovo round di colloqui previsti per il 22 giugno prossimo. Ma nel frattempo le accuse di nuovi attacchi, subito dopo l’annuncio della tregua, ha inseguito le forze armate israeliane. Una vicenda che resta centrale per la soluzione dell’intricata matassa della guerra in Medio Oriente.

Cessate il fuoco Israele-Libano

L’accordo è stato ufficializzato con un comunicato congiunto. “A seguito dei negoziati guidati dagli Stati Uniti, Israele e Libano hanno accettato di implementare un cessate il fuoco. Il cessate il fuoco è condizionato a un cessate il fuoco completo da parte di Hezbollah. E sgombero di tutti gli operativi di Hezbollah dalle aree a sud del fiume Litani. Le due parti hanno concordato, con la guida degli Stati Uniti, di procedere rapidamente alla creazione di zone pilota. In cui le Forze Armate libanesi assumeranno il controllo esclusivo del territorio, escludendo qualsiasi attore non statale”. Si parte da qui.

Tra accuse, attacchi e colloqui

Il cessate il fuoco fa da preludio al nuovo round di colloqui che si terranno tra Israele e Libano, con la solita mediazione Usa, a cominciare dal 22 giugno prossimo. Intanto il governo di Tel Aviv con il ministro Katz ribadisce di aver ottemperato alla promessa di sicurezza per i cittadini che risiedono nel nord di Israele. Ma le accuse di attacchi dopo l’annuncio della tregua inseguono le forze armate israeliane. L’Idf ha rivendicato di aver distrutto un arsenale di armi di Hezbollah che, da parte sua, minaccia di colpire Tel Aviv e Haifa in caso di nuovi attacchi.


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