Max Bill a Chiasso: la ricerca del pensiero e della bellezza
Chiasso, 15 giu. (askanews) – Architetto, pittore, scultore, designer e grafico, ma anche teorico delle arti: il m.a.x. museo di Chiasso in Svizzera dedica una mostra a Max Bill, figura chiave del Novecento elvetico, tra il Bauhaus e l’idea di un’arte universale.
“La mostra intitolata ‘Max Bill – La grammatica della bellezza’ – ha spiegato Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del museo e co-curatrice della mostra – è un’esposizione che ha una sua caratterizzazione di un filo conduttore estremamente importante. Molte sono state negli anni le mostre dedicate a Max Bill, ma non ci si era mai concentrati specificatamente su quello che è stato il suo linguaggio legato alla grammatica della bellezza. L’arte astratta, o meglio ancora, l’arte concreta che lo stesso Max Bill ha identificato come un elemento che non si riferisce al naturale, ma che guarda a un aspetto concettuale, espressione di una libertà e di un pensiero che ha una sua grammatica nella ricerca di una bellezza data dai valori della forma, della funzione, del colore”.
L’idea della bellezza, nel termine latino “Pulchritudo”, è al centro delle ricerche del museo ticinese e anche l’esposizione su Max Bill si muove del tutto in questo filone, ma rappresenta pure una forma di riflessione identitaria sul ruolo dell’artista nel contesto locale. “In una modalità estremamente innovativa – ha aggiunto la direttrice – fu un precursore di quello che è tutta la seconda metà del pensiero del Novecento e in particolar modo svizzero”.
Articolata in tre sezioni, “Verso l’arte”, “Arte concreta”. “La grammatica della bellezza”, l’esposizione è aperta al pubblico fino al 12 luglio.
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