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Ambiente

“Luce Sana”, alla Camera il progetto che cambia il modo di abitare gli spazi

di Teresa Gargiulo -


Non più solo efficienza energetica, ma salute, benessere e qualità della vita. È questa la rivoluzione proposta da “LUCE SANA”, il progetto della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) realizzato in collaborazione con Griesser Italia, che sarà presentato martedì 16 giugno alle ore 11:30 presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati.

L’iniziativa – basata su evidenze scientifiche – punta a ripensare il ruolo della luce negli edifici pubblici e privati, attraverso una gestione corretta di luce e ombra capace di incidere su comfort, salute e consumi energetici, contribuendo anche a contrastare le ondate di calore.

Ne abbiamo parlato con Davide Roveda, Direttore generale di Griesser Italia, tra i protagonisti del progetto.

Direttore, qual è l’idea più innovativa di LUCE SANA?

“Per noi di Griesser questo non rappresenta un concetto nuovo, perché da anni crediamo che le schermature solari intelligenti non siano semplicemente uno strumento tecnico per gestire luce e calore, ma una leva concreta di benessere e qualità della vita. Con LUCE SANA vogliamo fare un passo ulteriore: portare questo tema al centro del dibattito, generando maggiore consapevolezza culturale, sia nelle istituzioni sia presso l’utente finale. La luce non può più essere considerata solo una questione di efficienza energetica: incide sul comfort, sulla salute e sul modo in cui viviamo gli spazi.

Quali benefici concreti possono portare le schermature solari intelligenti nella vita quotidiana?

“I benefici sono molteplici e sempre più supportati da evidenze scientifiche. Pensiamo a una maggiore concentrazione negli ambienti di studio e lavoro, alla possibilità di godere della luce naturale senza subire abbagliamento o surriscaldamento in casa, oppure a una percezione di maggiore comfort e minore senso di costrizione negli spazi che viviamo ogni giorno.

Gestire correttamente luce e ombra significa migliorare concretamente il benessere delle persone negli ambienti chiusi, dove trascorriamo circa il 90% del nostro tempo”.

Quanto incide la corretta gestione della luce su sonno, attenzione e ritmi circadiani?

“Incide in modo significativo. Oggi sappiamo che l’esposizione alla luce naturale, se ben modulata, ha un impatto diretto sui ritmi circadiani, sulla qualità del sonno, sui livelli di attenzione e più in generale sul benessere psicofisico.

Il punto non è avere più o meno luce, ma avere la luce giusta al momento giusto, evitando eccessi come abbagliamento e surriscaldamento e creando ambienti equilibrati e confortevoli”.

Dopo la presentazione alla Camera, quali sono i prossimi passi del progetto?

“In parte questo percorso è già iniziato: scuole e strutture ospedaliere stanno progressivamente adottando soluzioni che tengono conto del rapporto tra luce naturale, comfort e benessere.

Il nostro obiettivo è continuare a diffondere conoscenza e avvicinare questi temi all’utente finale, aiutandolo a comprendere i benefici concreti e le differenze tra le soluzioni disponibili. Una scelta consapevole può fare una grande differenza nella qualità dell’abitare”.

Qual è il messaggio che volete lanciare alle istituzioni?

“È semplice: quando progettiamo edifici, non disegniamo soltanto spazi, ma condizioni di vita.

La luce naturale e il suo corretto controllo devono essere considerati parte integrante del benessere delle persone, al pari dell’efficienza energetica o della qualità dell’aria.

Ci auguriamo che istituzioni, progettisti e filiera lavorino insieme per promuovere una cultura dell’abitare più consapevole, in cui comfort, salute e sostenibilità procedano nella stessa direzione”.


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