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Caro asfalti: cantieri stradali a rischio in estate

Il cortocircuito scatta nel momento più critico dell'anno, proprio mentre i Comuni e le stazioni appaltanti stanno accelerando i lavori legati al Pnrr

di Daniel Walker -


La sicurezza delle strade italiane è a rischio blocco immediato a causa di un’esplosione dei costi senza precedenti che sta paralizzando i cantieri proprio alla vigilia della stagione estiva delle manutenzioni: un vero e proprio “caro asfalti”.

L’allarme lanciato da Siteb

Nei primi quattro mesi del 2026, il prezzo del bitume ha subito un’impennata record che supera il 60%, passando da 420 a oltre 680 euro a tonnellata. Se si calcolano anche i rincari record di gas ed energia necessari ai processi di produzione, l’aumento complessivo per le imprese della filiera sfiora l’80%, una batosta commerciale persino peggiore di quella registrata nel 2022.

Le cause di questa emergenza racchiusa nella formula “caro asfalti” affondano le radici nella crisi geopolitica legata al conflitto in Iran e alle tensioni energetiche internazionali. Il cortocircuito scatta nel momento più critico dell’anno, proprio mentre i Comuni e le stazioni appaltanti stanno accelerando i lavori legati al Pnrr.

I cantieri “di corsa”

Questa improvvisa concentrazione di cantieri ha fatto schizzare la domanda di materiali, costringendo le aziende asfaltatrici a eseguire vecchi appalti con prezzi di listino ormai fuori controllo.

Il pericolo concreto è che molti enti locali non abbiano i fondi necessari per coprire le spese, con la conseguenza diretta di asfalti interrotti, buche non riparate e gravi rischi per la circolazione stradale.

A peggiorare la situazione interviene l’assoluta inadeguatezza dei meccanismi pubblici di revisione dei prezzi. Gli indici Tol – quelli delle Tipologie Omogenee di Lavorazioni – registrano scostamenti minimi e inferiori al 10%. Ciò, a fronte di rincari industriali reali che sono tre o quattro volte superiori. Per difendere i bilanci, molte amministrazioni pubbliche stanno applicando tagli lineari alla spesa che rischiano di far fallire il tessuto imprenditoriale della logistica stradale.

Lavori stradali a rischio

Come denunciato dalla presidente di Siteb, Raffaella Donghi, le recenti novità del Dl Infrastrutture che agevolano il riciclo del fresato d’asfalto non bastano a compensare i costi fissi. Il materiale di recupero può infatti coprire solo il 30% delle miscele e non sostituisce il bitume vergine. Senza un intervento immediato del governo per aggiornare i contratti pubblici e adeguare i prezzari, le imprese saranno costrette a spegnere gli impianti, congelando i lavori stradali in tutta Italia.


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