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Politica

Ferrante (FI) «Basta burocrazia, l’Italia torna a correre con la politica del fare»

di Anna Tortora -


DL Infrastrutture e Commissari: Onorevole, il decreto è legge: come cambierà la vita dei cantieri italiani nei prossimi mesi?

L’approvazione del decreto Commissari rappresenta un passaggio fondamentale perché rafforza la capacità del sistema Paese di trasformare i progetti in opere concrete. Con il commissariamento di importanti interventi attesi dai territori e il cospicuo aumento dei fondi per i progetti di messa in sicurezza e riqualificazione, particolarmente sollecitati da Forza Italia, si rilancia lo sviluppo infrastrutturale del Paese. L’obiettivo cardine è accelerare gli interventi: meno burocrazia, iter autorizzativi più rapidi e cantieri più veloci. Il modello commissariale si è dimostrato uno strumento efficace per superare rigidità amministrative e garantire tempi certi: ora possiamo finalmente estendere questo modello e procedere spediti con la modernizzazione del sistema dei trasporti. Con questo provvedimento consolidiamo una visione strategica che il Mit sta portando avanti fin dall’inizio della legislatura: è finito il tempo dei No alle grandi opere, il Paese può e deve tornare a correre.

Dopo lo sblocco dei fondi per la Garganica, su quali altre arterie strategiche del Sud si concentrerà l’azione del MIT?

La Garganica è un esempio dell’attenzione che il Governo sta riservando al Mezzogiorno, perché infrastrutture moderne significano sviluppo, occupazione, competitività e maggiore sicurezza per cittadini e imprese. Il Sud ha bisogno di una rete viaria capace di collegare territori, piattaforme logistiche e poli turistici. Penso a opere come la Ss275 Maglie-Leuca, fondamentale per rafforzare la viabilità nel Salento e sostenere il tessuto produttivo, alla Ss106, dove sono in corso i lavori di ammodernamento e messa in sicurezza del terzo mega lotto tra Sibari e Roseto Capo Spulico, al raddoppio della Catania-Ragusa o ancora ad arterie vitali come la Telesina, con il via ai lavori del primo lotto atteso entro l’estate.

Il Sud è al centro di un piano di investimenti senza precedenti. Continueremo a lavorare per rafforzare i collegamenti e ridurre i divari infrastrutturali. La priorità è superare una logica emergenziale e costruire una programmazione stabile: il Mezzogiorno non deve essere considerato una periferia, ma il motore del rilancio del Paese.

Spesso la sfida più grande non è finanziare le opere, ma finirle in tempo. Con che strategia state blindando le scadenze?

Il confronto continuo con i commissari, le amministrazioni e tutti i soggetti coinvolti permette di superare le criticità e sbloccare opere spesso ferme da anni. Stiamo lavorando, grazie proprio al prezioso istituto del commissariamento, per rendere i processi più semplici, ridurre i passaggi burocratici che rallentano gli interventi e rafforzare il monitoraggio sulle fasi più delicate, dalla progettazione ai cantieri.

Penso ai progressi sull’alta velocità Napoli-Bari, opera vitale per il Mezzogiorno e per il Paese, che già dal primo luglio vedrà attivo il collegamento diretto fino a Lecce. Penso anche al Pnrr: con il nostro Governo l’Italia si è affermata come nazione europea con il tasso più alto di attuazione del Piano, con il Mit come Amministrazione capofila: il risultato di una strategia efficace di rilancio delle infrastrutture ferroviarie. Le opere devono avere tempi definiti e una supervisione costante, ma occorre anche la sinergia tra le istituzioni. Solo così gli investimenti possono tradursi in servizi concreti per cittadini e imprese.

C’è un forte investimento sulla viabilità ordinaria. In che modo questi interventi ridurranno i punti critici e la pericolosità delle nostre statali?

La sicurezza stradale non può prescindere dalla qualità della rete che ogni giorno viene utilizzata da milioni di persone. Le grandi opere sono fondamentali, ma non possiamo dimenticare la viabilità ordinaria, che rappresenta l’infrastruttura di collegamento quotidiano per comunità, lavoratori e imprese. Gli interventi di manutenzione, adeguamento e messa in sicurezza sono essenziali per garantire l’efficienza della rete, ma soprattutto per assicurare il diritto alla mobilità dei cittadini. Investire 43,2 miliardi di euro fino al 2035 sulle strade statali, come previsto dal piano Anas, significa ridurre rischi, migliorare i collegamenti e garantire l’accesso ai servizi primari, soprattutto nelle aree interne. Anche attraverso la revisione del Codice della Strada abbiamo introdotto misure per incrementare la sicurezza e ridurre il rischio di incidenti, con risultati incoraggianti. Proseguiremo lungo questa rotta perché la tutela dei cittadini rappresenta la nostra priorità.

Se dovesse scegliere un solo progetto da vedere concluso prima della fine del mandato, quale sceglierebbe?

Ogni opera ha un valore specifico ed è difficile individuare una sola priorità. Se però penso al significato che può avere non solo sul piano simbolico, ma anche per il futuro del territorio, la diga di Campolattaro è certamente un’opera in grado di rappresentare il grande impegno che come Mit abbiamo assicurato in questi anni per la crescita infrastrutturale. Si tratta di uno dei più importanti progetti idrici del Paese, un’opera attesa da 30 anni in grado di contribuire ad assicurare l’autonomia idrica della Campania, che finalmente può diventare realtà. Stiamo accelerando su tanti progetti che erano rimasti fermi a causa di lentezze burocratiche, criticità e freni ideologici. Il nostro Governo in ogni caso consegnerà al Paese un lungo elenco di cantieri avviati e progetti conclusi, cantieri avviati e opere sbloccate. È questa la forza della politica del fare.

Come pensa di tradurre l’identità liberale e riformatrice di Forza Italia in strategie sul territorio per ampliare il tesseramento e favorire il ricambio generazionale?

Forza Italia ha una storia politica chiara: rappresenta l’area moderata, riformista e liberale del Paese. Il nostro compito è quello di rendere questa identità ancora più forte nei territori. Con lo straordinario successo della campagna adesioni dello scorso anno, Forza Italia ha raggiunto la quota record di 250mila iscritti. Un risultato che dimostra tutta la nostra forza, il nostro radicamento e la nostra vitalità. Ora siamo già al lavoro per organizzare le nuove giornate dedicate alle adesioni che si terranno il 17, 18 e 19 luglio. Il tesseramento è uno strumento per costruire dal basso comunità politiche dinamiche, vicine ai cittadini e capaci di dare loro risposte concrete.

Con la guida del nostro Segretario nazionale Antonio Tajani dobbiamo continuare a rinnovarci e valorizzare amministratori locali, competenze, professionisti e nuove generazioni che desiderano impegnarsi. FI continua a crescere in vista delle prossime sfide e, seguendo gli insegnamenti del Presidente Silvio Berlusconi, continua a rafforzarsi come partito del buon governo, centro della scena politica e baricentro del centrodestra.

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